«Verso Comacchio, bloccati in Francia sul treno per 36 ore»
L’odissea del gruppo di 15 comacchiesi di ritorno da Lourdes rallentati dal nubifragio caduto sulla Costa Azzurra
COMACCHIO. Tra i pellegrini rimasti bloccati per ore ed ore su un treno di ritorno da Lourdes c'era anche un gruppo di 15 comacchiesi, partiti il 28 settembre con la locale sottosezione dell'Unitalsi, coordinata da tre volontari di Comacchio, Alberto Lealini, Pietro Simoni e Camillo Barillari. È stata una vera odissea vissuta da tutto il gruppo, formato da fedeli, alcuni dei quali con patologie che non consentono loro di camminare, come Mirella, una comacchiese accompagnata in barella nel luogo di culto mariano.
«La situazione si è fatta davvero complicata - commenta Alberto Lealini - ma mai avremmo immaginato che il ritorno potesse durare 36 ore, con soste interminabili nel treno bloccato in mezzo alla campagna francese. Al rientro, il nubifragio che si è abbattuto sulla Costa Azzurra ha costretto alcuni treni a fermarsi sotto la tempesta, mentre altri, compreso il nostro, sono stati bloccati prima».
Il tracciato classico da Bologna, Ventimiglia, attraversando la Costa Azzurra sino ai Pirenei non ha subito battute di arresto all'andata e i tre volontari comacchiesi hanno intrattenuto i pellegrini tra canti, racconti e preghiere, allestendo inoltre le cuccette per la notte, provvedendo alla distribuzione dei pasti e alla pulizia delle vetture. «A Lourdes il nostro compito è stato quello di trasportare le valigie - spiega Lealini - e di accompagnare i malati alle funzioni».
La domenica del rientro si è purtroppo trasformata in un incubo, perché dopo diverse battute di arresto a Lyon sembrava che i convogli venissero dirottati sulla tratta ferroviaria per Torino e invece l'attesa si è trasformata in una tappa di quasi dieci ore.
«Gli spazi erano stretti - aggiunge Lealini - perché ogni vagone ospita circa 50 persone e dal treno non si poteva assolutamente scendere. Solo nella stazione di Nimans siamo riusciti ad uscire dal treno a bordo del quale ci trovavamo bloccati da quasi 20 ore e lì sono arrivati cibo e acqua, grazie alla Protezione civile».
Il rientro dei pellegrini comacchiesi era previsto per il pomeriggio di domenica, ma dopo infinite traversie il treno è arrivato alla stazione di Bologna solo ieri mattina ed il gruppo è poi ritornato a Comacchio in pullman intorno alle 9.30. «Non ci sono state scene di panico o disordini - conclude Lealini -, perché nonostante i grossi disagi, ci ha sostenuto l'atmosfera del pellegrinaggio, grazie allo spirito di fratellanza e di condivisione. Non è prevalso l'egoismo, ma la fede».
Katia Romagnoli
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