Omicidio-suicidio a Mesola, Mohammed sconvolto dalla separazione
Lo ha confermato la moglie durante l’interrogatorio dei carabinieri. E non voleva che la figlia vivesse all'occidentale
MESOLA. Quelle che erano soltanto voci hanno trovato conferma dopo l’interrogatorio di Zachya (arrivata a Mesola l’altra notte su di un volo proveniente da Casablanca e diretto a Venezia) avvenuto ieri mattina nella caserma dei carabinieri di Mesola. Lei e Mohammed erano in fase di separazione e il marito era letteralmente fuori di testa. Non accettava questa decisione che la consorte aveva preso e che probabilmente durante la sua permanenza a Casablanca in Marocco aveva comunicato ai familiari.
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Restano da chiarire i motivi per i quali la coppia era andata in crisi a tal punto da separarsi. Uno dei motivi scatenanti potrebbe essere costituito dalla figlia Ishrak che aveva un rapporto difficile con il padre. Lei nata e vissuta in Italia che andava vestiva come le sue coetanee e che amava vivere liberamente mentre il padre era un fondamentalista e voleva che anche la figlia vivesse la propria vita secondo le usanze musulmane. La figlia aveva trovato la spalla ideale nella madre che condivideva la vita della propria figlia e, inevitabilmente gli attriti e le tensioni aumentavano con il trascorrere degli anni.
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Lentamente Mohammed deve avere maturato l’idea di uccidere quella figlia così brava negli studi ma che viveva all’occidentale e non secondo le ferree regole imposte da sua padre. Dapprima l’idea di acquistare una pistola calibro 22 per uso sportivo, regolarmente denunciata. Dell’acquisto ne aveva parlato con alcuni parenti i quali lo avevano sconsigliato ma Mohammed non ha voluto sentire alcuna ragione, poi la decisione di mettere in vendita la casa, con relativo cartello affisso alla cancellata della villetta a schiera, la terza dall’inizio di via Alfonso II d’Este, acquistata una decina di anni fa, come testimoniato da alcuni vicini.
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«La scorsa settimana quel cartello con la scritta vendesi l’avevo notato - afferma Sandro Bertarelli che abita dall’altra parte della strada -, è rimasto appeso 3-4 giorni, poi è stato tolto al contrario di quello appeso nella prima villetta. Un fatto strano. Evidentemente ci hanno ripensato mi sono detto. I rapporti con noi e con gli altri vicini erano buoni. Non ci conoscevamo bene ma ci salutavamo sempre». Intanto, la villetta dove abitava la famiglia è stata posta sotto sequestro.
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