«Versalis come la siderurgia Il governo deve intervenire»
«Eni sta trattando con un fondo americano la possibile cessione delle proprie attività chimiche, quelle che oggi si configurano nella società Versalis. Con la stessa determinazione mostrata con la...
«Eni sta trattando con un fondo americano la possibile cessione delle proprie attività chimiche, quelle che oggi si configurano nella società Versalis. Con la stessa determinazione mostrata con la siderurgia, ci aspettiamo che il governo intervenga immediatamente, nell’interesse dello Stato italiano, per fare chiarezza sull’operazione, quindi per garantire che, qualunque sia la proprietà, questa presenti un piano industriale solido economicamente e credibile industrialmente». Filtcem Cgil torna sulla possibile vendita della chimica Eni per lanciare un segnale forte al governo, azionista pubblico del colosso petrolchimico, e chiedere tra le altre cose che il piano industriale preveda di «completare e realizzare rapidamente gli investimenti già promessi e sottoscritti da Versalis con i territori», a partire dal nuovo impianto di elastomeri di Ferrara.
Non dà affatto per scontata l’ipotesi vendita la Femca, e «dovere intervenire su voci di corridoio è parassale - rionosce il sindacato nazionale dei chimici Cisl - Non commentiamo le indiscrezioni, ma si è creata una situazione di allarme e incertezza tra i lavoratori che riteniamo inaccettabile, così come pensiamo sia un dovere ottenere una risposta da parte di Eni che, fino ad oggi, è stata latitante». È la premessa alla richiesta d’incontro inoltrata dai tre sindacati chimici (oltre alla Femca, hanno firmato Filtcem Cgil e Uiltec Uil) ai vertici di Eni, per discutere dei processi di ristrutturazione che interessano diverse aree di business del gruppo, compreso Saipem ed estrazione di gas e petrolio, con in primo piano proprio il destino delle attività chimiche. «Di certo - prosegue Femca - saremo contrari ad una eventuale uscita di Eni dalla chimica e riteniamo un erreore di Eni avere lasciato che il clima tra i lavoratori deteriorase. Eni dia risposte immediate che facciano chiarezza sulle decisioni aziendali». Le dichiarazioni dell’amministratore delegato Claudio Descalzi, a proposito dell’intenzione aziendale di concentrarsi sui business oil & gas, non erano tali da far pensare ad un disimpegno nella chimica a brevissimo termine, è la valutazione di Femca.
La Filtcem chiede anche che il cracking di Marghera resti aperto: dopo l’attuale contratto con Shell «si avvia un nuovo rapporto sino al termine del 2016, con una compagnia asiatica di cui è stata tenuta segreta la denominazione».
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