Carife alla curva decisiva Il Fondo vara l’intervento
Soluzione ancora legata a Banca Marche e Etruria, forse una holding per istituto Maiarelli (Fondazione): non servono ulteriori capitali e bisogna fare presto
Riunione decisiva quella del Fondo interbancario per le sorti della Cassa di Risparmio di Ferrara. Da Roma sono giunte notizie convergenti, per una volta, sul fatto che il Consiglio del Fitd abbia anticipato il suo plenum, previsto in un primo tempo per il 21 ottobre, per accelerare le decisioni relative al salvataggio di Carife, di Banca Marche e di Banca Etruria. Due, in sostanza, i nodi da sciogliere: l’entità complessiva dell’intervento e il veicolo da utilizzare. Per quanto riguarda i soldi, che le banche associate nel Fondo dovranno versare in anticipo e non a posteriori, come fatto finora (e per rendere possibile questa operazione sarà modificato lo statuto dell’organismo), circolano cifre molto variabili. L’incertezza riguarderebbe Banca Marche, nella quale la società di consulenza Kpmg ha appena conclusa un’analisi specifica: determinate operazioni immobiliari sono state valutate con perdite e svalutazioni maggiori del previsto, e quindi la necessità di ricapitalizzazione è aumentata. Servono più capitali anche per Carife rispetto ai 300 milioni già deliberati da parte dello stesso Fitd? «No, la ragione dello slittamento delle decisioni del Fondo non è questa, nè mi risulta che ci siano esigenze ulteriori per la nostra banca - è la valutazione di Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife, ormai azionista di minoranza di corso Giovecca dopo la svalutazione delle azioni decisa il 30 luglio - La verità, però, è che speravamo di poter partire con la nuova governance già dall’1 ottobre, e che l’esigenza di fare presto è sempre più sentita». I capitali ulteriori li dovrebbero mettere, nel caso, gli obbligazionisti subordinati, attraverso la conversione dei loro titoli in azioni.
L’altro punto interrogativo che il Fitd dovrà sciogliere è se intervenire attraverso una sola holding di partecipazioni, oppure tre società, una per banca. La seconda opzione è quella più gradita ai ferraresi, perché consentirebbe di svincolare i tempi dei salvataggi, e Carife è sicuramente in vantaggio sia rispetto a Banca Marche che, soprattutto, Etruria.
La scadenza inderogabile per le ricapitalizzazioni è l’1 gennaio 2016, data entro la quale entrerà in vigore anche in Italia la nuova procedura per i salvataggi bancari, che impedisce, di fatto, interventi come quello in elaborazione da parte del Fitd.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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