«Contro questi barbari ha vinto la squadra»
Dopo la tragedia Tartari, il bilancio e i ringraziamenti del questore Sbordone All’aiuto di cani, volontari, Forestale, Polizia provinciale, vigili, sub e tanti altri
Tre persone in carcere per omicidio, quasi 4 settimane di indagini a tappeto, da Ferrara alla Slovacchia e ricerche tra Aguscello e Mizzana per giorni e giorni con oltre 100 uomini, cani, sommozzatori, droni. E adesso amarezza e sconcerto, nelle parole del questore Antonio Sbordone, sulla tragedia di Pierluigi Tartari. Ma resta anche - spiega il questore stesso - «ciò che di buono è emerso da questa vicenda del male. Abbiamo vissuto momenti drammatici ma anche esaltanti per il gioco di squadra messo in campo per dar risposte alla famiglia Tartari e ciò che resta di positivo è che la “squadra” Ferrara ha vinto».
La squadra ha vinto. Nessun proclama, nessuna volontà di gonfiare il petto soltanto adesso che la squadra ha vinto, davvero, catturando i tre «balordi pericolosi» che hanno aggredito, rapinato e ucciso senza scrupoli o pietà. In questo modo, ieri, il questore Sbordone ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alle ricerche dopo la scomparsa di Tartari (le prime settimane) dalla sua casa di Aguscello. Ed eccoli qui davanti alla stampa e alla città i responsabili del Corpo forestale dello Stato (Donatello Cirillo del reparto investigativo), i vigili del fuoco (comandante Ermanno Adriotto), la polizia provinciale (Roberta Checchi per il comandante Claudio Castagnoli) e il Reparto prevenzione crimine Emilia Ovest della Polizia (Cosimo Mancini). Qui riuniti per tracciare un bilancio di ciò che la “squadra Ferrara” ha fatto.
I cani usati gratuitamente. Mentre citati dallo stesso questore non potevano mancare dall’elenco i volontari di FederCaccia e i cani molecolari dalla Securiteam («utilizzati gratuitamente, qui nessuno ha pagato niente», precisa il questore).
Un bilancio sugli sforzi fatti, da tracciare ora, visto che «le indagini possiamo dire che sono quasi concluse - spiega il questore -, che sono stati fermati i tre responsabili della vicenda, (si corregge subito, ndr) della tragedia Tartari».
Adesso serve serenità. «L’elemento positivo che emerge dalla tragedia è questo gioco di squadra e voglio ribadirlo adesso prima che si spengano le luci sul caso come è giusto ed auspicabile che sia su questo tragedia, per ridare serenità alla nostra città e ai suo cittadini». E allora, più che un proclama, le sue parole diventano denuncia, perchè il gioco di squadra, gli sforzi di tanti insieme nella squadra Ferrara sono necessari per risolvere tanti problemi.
Le parole di denuncia. «Non ci sono altre strade, faccio il questore di Ferrara non faccio il legislatore, non posso assegnare personale in più alle forze dell’ordine, se potessi lo farei e allora, forti di questa esperienza, occorre spingere perchè venga allargato il circuito di collaborazione con tutti, dai volontari ai cittadini, per poter contrastare il malaffare di questa provincia». Un malaffare che il questore rivede alla moviola partendo dalla rapina ad Aguscello, in casa Tartari, la sera del 9 settembre. Saputo con troppo ritardo. «Purtroppo - rammenta il questore - abbiamo saputo con ritardo della scomparsa e subito era stato evidente che si trattava di un fatto molto grave». Tanto grave che lui stesso non esitò a definire un atto di barbarie.
Quell’atto di barbarie. «Perchè tutto lasciava presagire la tragedia che poi è stata scoperta, anche se dobbiamo dirlo, la speranza di trovare Tartari, vivo, è sempre rimasta accesa, poichè ci prefiguravamo altri scenari, anche fantasiosi (per l’imprevedibiltà dei balordi pericolosi, ndr) ma purtoppo non è stato così».
Subito controlli e ricerche. «Le ricerche - ribadisce ancora il questore - sono cominciate subito quello lo stesso venerdì 11, dopo la scomparsa». Ed è da questo momento che partì il gioco di squadra con controlli tra Aguscello e Mizzana: campi, canali, anfratti, boschetti, laghi artificiali, casolari abbandonati. Ricorda, il colonnello della Forestale, Cirillo, che «il punto in cui è stato trovato Tartari è vero che era fuori dal raggio tracciato della zona delle nostre ricerche. Ma lì saremmo arrivati».
Vicini a Fondo Reno. Perchè le ricerche, è vero che non hanno dato risultati, ma nel caso non si fosse trovato Tartari, sarebbe continuate, in modo mirato. E quel casolare in Fondo Reno, non era troppo lontano. Però Tartari non si trovava, nonostante gli sforzi, come ricora il comandante dei vigili del fuoco Andriotto: «Abbiamo cercato nel canale Boicelli, nei corsi d’acqua, nei laghetti di Agsucello, non ci siamo risparmiati». E lui stesso, Andriotto, ringrazia il questore per aver creato squadra e spirito di collaborazione, che serviranno in futuro.
Rammarico per il ritardo.
Al presente, invece, resta - riflette il questore - «amarezza e rammarico, perchè se avessimo saputo subito della scomparsa, chissà... Resta amarezza per tutto questo, però, anche consapevolezza che tutto ciò che dovevamo fare l’abbiamo fatto fino in fondo».
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