«Niente impronte in casa perché avevamo i guanti»
Patrik Ruszo sotto torchio in carcere risponde al pm e ai poliziotti della mobile Ripete: «Tartari era vivo». Si corregge: «Sceso dall’auto, ero nel tugurio, poi...»
Perchè nella casa dell’orrore, dove Pierluigi Tartari venne aggredito, rapinato e picchiato e dove i «barbari» restarono quasi 2 ore, non ci sono impronte digitali di nessuno? «Perchè indossavamo guanti da giardino», ha risposto ieri sera Patrik Ruszo, interrogato in carcere dagli inquirenti (pm Di Benedetto e ispettori della mobile) che stanno chiudendo le indagini sull’omicidio Tartari, e verificando riscontri e «buchi» nelle dichiarazioni di Ruszo. Uno su tanti. La sera dell’aggressione, i tre arrivarono in auto davanti al casolare di Fondo Reno e qui abbandonarono il corpo di Tartari: Ruszo aveva detto di essere rimasto in macchina, mentre Huber e Fiti portavano via Tartari nel casolare. Ieri sera, invece, si è corretto, dopo che è emersa una testimone (scovata dalla Nuova Ferrara) che disse di aver visto un’auto scura, alle 23.30 in quel punto, senza nessuno a bordo. «Sì - ha detto Patrik - sono sceso dall’auto anch’io, sono andato nel casolare con Huber e Fiti: sono rimasto pochi minuti, li ho lasciati lì altri 10 minuti, e Tartari era vivo». Dettagli, e ancora dettagli che servono per tracciare con precisione ciò che è accaduto la sera e la notte del 9 settembre. Come entrarono in casa, a viso scoperto? «No, niente affatto - ha spiegato Patrik - avevamo una calza in testa e quando Tartari è stato colpito ed era a terra gli abbiamo messo un asciugamano attorno alla testa». Non un cuscino come detto in un primo momento, mai trovato. Altro dettaglio importante per valutare se Patrik dice il vero oppure no. Patrik che rappresenta per gli inquirenti, assieme alla madre Ruzena, la badante che lavorava nella casa attigua a quella di Tartari, il perno dell’accusa, fondamentale per chiudere definitivamente le indagini. In attesa dell’interrogatorio che verrà di Ivan Pajdek, il capobanda, il vecchio. Non a caso, a Patrik che ha chiesto di poter vedere la madre, il magistrato ha detto di attendere: solo dopo l’interrogatorio di Pajdek sarà possibile. Intanto è meglio collaborare come ha fatto la madre, che ha aiutato gli inquirenti a fermare la banda di barbari, di suo figlio e gli amici balordi.
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