Ferrara, l’assistente down torna al lavoro all'asilo. L'abbraccio delle educaratrici
In tv il caso della bimba ritirata dal nido. Le persone vicine alla famiglia della mamma: ma le cose non sono andate così
FERRARA. «Sì, questa mattina l’assistente è tornata al lavoro. È serena ed è stata abbracciata dalle educatrici. Il suo rientro ha riportato nell’asilo la tranquillità che nelle ultime ore era stata un po’ perduta. Noi continuiamo a svolgere la nostra attività con il solito impegno e la coscienza di svolgere un servizio importante per chi si rivolge alla nostra struttura». È «serena», dopo aver accolto l’ausiliaria, anche la referente del nido di Ferrara da dove mercoledì scorso una mamma ha ritirato la propria bimba di dieci mesi perché, secondo quanto ha dichiarato alla Nuova Ferrara la stessa responsabile del servizio, la madre della piccola non aveva apprezzato la presenza nella struttura di una lavoratrice con la sindrome di Down.
L’ausiliaria, che è sorella della referente del nido (particolare riferito solo ieri agli organi di stampa), si era allontanata dai locali che ospitano i bambini, dove lavora da sei anni, dopo avere appreso che la sua attività era stata argomento di un colloquio piuttosto teso tra la dirigente del nido e la mamma della bimba che non frequenta più la struttura educativa. «Cos’ho fatto? Ho sbagliato qualcosa?», aveva chiesto prima di rientrare a casa profondamente turbata.
Il caso è stato seguito negli ultimi due giorni dal Cepim di Genova, centro specializzato nell’inserimento lavorativo di persone con sindrome di Down. A questa associazione fanno riferimento anche la famiglia dell’assistente e l’assistente stessa, che - come ha ricordato la dirigente del servizio infantile - ha lavorato presso una scuola privata ferrarese per otto anni prima di essere assunta nel nido cittadino. Era stata la referente a presentare un progetto specifico al Cepim, aveva dichiarato la dirigente stessa alla “Nuova”, incentrato sulle mansioni da affidare all’assistente che nel nido si occupa in particolare delle pulizie e collabora con le operatrici per alcuni servizi, come il cambio dei pannolini.
Ieri la notizia ha suscitato moltissime reazioni e commenti, in particolare sui social network, con pubbliche dichiarazioni di solidarietà all’ausiliaria e alla dirigente del nido. Molti quotidiani, siti internet, radio e tv nazionali hanno rilanciato il caso, dalla Rai a Canale 5, da “Repubblica” alla “Stampa”, a “Radio Capital”. Da persone vicine alla madre della piccola ritirata dall’asilo giunge una laconica affermazione, rilasciata a una giornalista: «Le cose sono andate in maniera diversa da come sono state riportate ai giornali».
Una dichiarazione che ieri non è stato possibile approfondire con la diretta interessata. La madre della bambina avrebbe anche fatto alcune osservazioni sulla situazione igienica dell’asilo prima di dire - come ha riportato la dirigente - che non voleva che sua figlia stesse nello stesso posto dove lavorava “quella ragazza” (in realtà si tratta di una donna di 37 anni).
La mamma si è sentita ieri mattina con la dirigente dell’asilo nido: «Io speravo che si potesse riprendere a discutere dell’argomento - ha detto quest’ultima - ma non è successo».
Anche Palazzo municipale, ieri, ha fatto sentire la sua voce. «Si tratta di una struttura privata - ha dichiarato Mauro Vecchi, direttore dell’Istituzione Scuola - quindi il Comune interviene solo a livello preliminare, quello autorizzativo. In pratica si verifica se vengono rispettati i requisiti edilizi, di sicurezza e organizzativi». Un ruolo confermato dall’assessore alla Istruzione, Annalisa Felletti che aggiunge: «Andrò a visitare l’asilo che considero un esempio per il modo con cui tutela valori importantissimi in questo momento storico, come l’accoglienza e il rispetto della diversità. Conosco la responsabile del nido, una persona che ha fatto una cosa lodevole, da ammirare: dare un’opportunità di lavoro a una persona che ha tutti i requisiti per svolgere quell’attività». (gi.ca.)
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