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Ferrara, il futuro Carife legato a Banca Marche

Stefano Ciervo
Ferrara, il futuro Carife legato a Banca Marche

Il Fitd ieri ha varato lo strumento che ricapitalizzerà i due istituti, Etruria in coda. E i commissari convocano i sindacati

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FERRARA. Un altro passaggio nel percorso di salvataggio della Cassa di Risparmio di Ferrara è stato superato ieri. Si tratta della costituzione del cosiddetto veicolo di gestione delle partecipazioni di controllo delle banche in difficoltà, da parte del Fondo interbancario. Lo strumento in verità è stato varato ieri pomeriggio dal consiglio del Fitd, per sostenere il salvataggio di Banca Marche, per la quale si è proceduto ad una operazione-fotocopia di Carife, cioè la sottoscrizione di un aumento di capitale. E nella nota ufficiale del Fondo non si fa cenno alla situazione ferrarese.

Le indiscrezioni diffuse dall’agenzia Radiocor, però, associano le sorti di Banca Marche e di Carife all’interno della stessa holding, mentre Etruria, l’altro istituto di credito che necessita dell’intervento del Fondo, prenderebbe una via differente e più lunga. È un primo elemento di chiarezza in questo autunno confuso come non mai, negli ambienti bancari italiani. Stando alle stesse fonti, la sommatoria delle risorse da convogliare nella holding arriva a 1 milione di euro, 700 per Banca Marche e 300, sempre gli stessi dalla primavera scorsa, per Carife. Una conferma indiretta che, almeno per il momento, non è previsto alcun contributo ulteriore da parte degli obbligazionisti subordinati, attraverso la conversione in azioni, che potrebbe in ogni caso conteggiarsi nell’ordine di una cinquantina di milioni e non certo le cifre di molto superiori di cui si è parlato nei giorni scorsi. I piccoli azionisti hanno comunque rialzato le antenne e non è difficile immaginare che il clima potrebbe farsi pesante, in assemblea, in caso di nuovi sacrifici.

La giornata di ieri, se non altro, ha delineato con una certa precisione gli altri passaggi del percorso che dovrà portare all’ingresso del Fondo e al rilancio della Cassa di Risparmio di Ferrara. «Al di là dello strumento scelto da Fitd per intervenire, l’attesa è tutta per il completamento dell’iter legislativo di recepimento della normativa europea per i salvataggi bancari - è la sottolineatura di Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife - Fino a quel momento non ci si può attendere il via libera della Bce sulla ricapitalizzazione». Ieri sera, comunque, è arrivata da Bruxelles la notizia che «la Commissione Ue è in contatto con le autorità italiane sugli interventi del Fondo interbancario di tutela dei depositi».

Per quanto riguarda il fronte interno della banca, c’è da segnalare la convocazione dei sindacati da parte dei commissari Antonio Blandini e Giovanni Capitanio, il 26 ottobre. L’incontro era stato richiesto dai sindacalisti.

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