Tumori al colon, la prevenzione
Lo screening è efficace, ma ancora pochi rispondono all’invito
«L'attività di prevenzione secondaria si è estesa dai tumori femminili ad altre patologie - ha sottolineato ieri il direttore Generale dell'ospedale di Cona Eugenio Di Ruscio - in particolare a quelle del cancro al colon retto. In questo modo siamo in grado di intervenire in anticipo, attraverso il secondo e terzo livello dello screening da noi promosso da tempo, con un notevole calo dei casi». Il workshop organizzato da GISCoR sul tema, che si terrà oggi nella sala convegni del nuovo ospedale di Cona vuole affrontare l'argomento prolungando un percorso di prevenzione che, iniziato a Mantova, si concluderà a Ferrara.
L'evento sarà dedicato a vari aspetti che a distanza di 10 anni dall'inizio dello screening, hanno caratterizzato questa preziosa procedura che merita comunque ulteriori approfondimenti e riflessioni. «Solo la metà dei cittadini risponde all'invito di esaminare il sangue occulto - ha aggiunto il professor Paolo Pazzi primario dell'Unità di Gastroenterologia- e questo è preoccupante». Ben venga quindi il convegno che cerca di creare e stimolare percorsi diagnostici e terapeutici a favore di pazienti che - come ha sottolineato il dottor Vincenzo Matarese- vengono poi presi in cura da una rete di professionisti che procedono in sintonia.
Margherita Goberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
