«Con la Buona Scuola torniamo al medioevo»
La protesta degli studenti contro la riforma: così l’istruzione non è più per tutti «In classe si deve diventare cittadini consapevoli, non imparare un mestiere»
Gli studenti di Ferrara sono scesi in strada ieri mattina per protestare contro la "Buona Scuola" e in circa 150 hanno urlato il dissenso verso quella che essi stessi definiscono una riforma “medievale e antidemocratica”.
«Siamo in piazza per contestare una riforma calata dall'alto, concepita da chi a scuola non ci è mai entrato, se non da studenti, e che non ne conosce le dinamiche attuali. - ha spiegato Emiliano, 17 anni, dell'Unione Studenti Ferrara che ha promosso l'iniziativa - Il sistema scolastico diventa sempre più discriminatorio: un abbonamento annuale ai mezzi pubblici per andare a scuola costa circa 800 euro l'anno, 500 euro si spendono per i libri e il materiale necessario, si tratta di cifre che non sono alla portata di tutte le famiglie. Noi rivendichiamo una scuola libera, democratica e accessibile a tutti, che ci formi non per imparare un lavoro ma per imparare a vivere come cittadini consapevoli».
Assieme agli studenti anche dei lavoratori della Cgil-Fiom, la Coalizione Sociale di Ferrara e di alcuni componenti del corpo docenti. «La "Buona Scuola" è una vetrina vuota passata come una Riforma che in realtà non riforma nulla. - ha commentato Mauro Presini, insegnante - Unica novità la definitiva ammissione di incapacità di sostenere economicamente il sistema scolastico dal punto di vista economico».
«Sono qui per difendere la scuola pubblica e mi pare che la reazione degli studenti sia importante perché è del loro futuro che si sta parlando. - ha raccontato Fausto Chiarioni, Cgil - Questa legge determinerà nuovi equilibri nel paese: si va verso una scuola sempre più discriminante a scapito delle fasce più deboli, voluta da un Governo che oggi dice di non avere risorse per garantire un livello di istruzione elevato ed equo e che, di fatto, apre le porte all'intervento dei privati». Al termine del corteo gli studenti e i sostenitori si sono fermati in piazza Castello per un breve comizio finale e, a seguire, i ragazzi si sono poi recati in piazza Trento Trieste per svolgere quella che hanno loro stesso definito un'azione di «sanzionamento alla sede del Pd in via Frizzi», barricandone simbolicamente la sede per esprimere dissenso verso le scelte fatte.
Al termine della manifestazione tre studenti sono stati identificati dagli Agenti di Polizia. Il controllo è avvenuto, a detta degli stessi ragazzi, perché durante il corteo sarebbe stato esploso qualche mortaretto, ma in ogni caso dal punto di vista dell’ordine pubblico la manifestazione si è svolta in maniera tranquilla e senza particolari problemi.
Ingrid Veneroso
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