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Don Negretto saluta «La chiesa vive nei cambiamenti»

PORTOMAGGIORE. Il cambiamento come rinnovo spirituale e pastorale. Don Giuseppe Negretto saluta la parrocchia di Santa Maria Assunta dopo 15 anni, 8 dei quali nel ruolo di vicario, e va a Bando. La...

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PORTOMAGGIORE. Il cambiamento come rinnovo spirituale e pastorale. Don Giuseppe Negretto saluta la parrocchia di Santa Maria Assunta dopo 15 anni, 8 dei quali nel ruolo di vicario, e va a Bando. La scelta è stata del vescovo Lorenzo Ghizzoni, che all'interno del progetto pastorale ha voluto rinnovare l'incarico di don Giuseppe e di di altri sacerdoti della diocesi di Ravenna-Cervia.

«La chiesa è sempre soggetta a nuovi cambiamenti - racconta don Giuseppe nel suo studio all'interno della canonica di Portomaggiore - e così le esperienze di vita, quelle che devono arricchire i fedeli e il loro spirito, farlo maturare. La convinzione di avere un sacerdote legato ad una parrocchia per 30 anni non è più possibile. Ora, il massimo sono 10-12, a volte addirittura 8 anni. Poi, le situazioni cambiano insieme a nuovi problemi. Il cambio di parrocchia si basa sul rinnovamento: a Bando potrei dire cose che la comunità non ha mai percepito, come del resto il nuovo arciprete potrà fare qui a Portomaggiore».

In questi anni, don Giuseppe ricorda con affetto quanti sono stati vicini alla sua missione: «Porto via ricordi straordinari. Un grande aiuto è arrivato dai volontari della parrocchia, i quali mi hanno sempre affiancato. Anche le istituzioni e il Comune sono stati vicini, permettendo alla chiesa di entrare nel civile, dove ha sempre dato il proprio messaggio. Vi è stato un lavoro su giovani e famiglie per cercare di far maturare ogni uomo e donna attraverso il dialogo. Un dialogo di fede. Ricordo momenti difficili, ma con risultati bellissimi. Lo spirito di Dio deve far muovere le cose attraverso lo spirito dell'uomo».

Il legame con Portomaggiore rimarrà attraverso il Santuario della Madonna dell'Olmo a cui don Giuseppe è particolarmente affezionato e nel quale ricoprirà il ruolo di rettore in collaborazione col nuovo arciprete.

Enrico Menegatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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