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«Si dà il meglio possibile come risposta ai bisogni»

«Si dà il meglio possibile come risposta ai bisogni»

L’ex ministro della Sanità Maria Pia Garavaglia è intervenuta a Occhiobello per i 65 anni della fondazione della Casa di Cura “Santa Maria Maddalena”

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La casa di cura "Santa Maria Maddalena" di Occhiobello ha festeggiato i 65 anni dalla fondazione nell'aula magna della struttura voluta da Francesco Pellegrini nel 1950. «Siamo una famiglia con la medicina nel dna - ha detto il presidente della Casa di cura Franco Pellegrini -. Siamo infatti medici da sette generazioni. Festeggiamo la nostra storia anche perché siamo consapevoli che, per affrontare al meglio il futuro, dobbiamo partire dalle nostre radici». Quando iniziò l'attività nel 1950 accanto alla casa di cura c'era solo la chiesa parrocchiale. «Nessuno, nel 1950, avrebbe mai potuto immaginare lo sviluppo futuro della casa di cura, nata dalla scelta coraggiosa di investire lì dove non c'era nulla - ha sottolineato il sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarioni -. La simbiosi tra comune e casa di cura è evidente: siamo cresciuti assieme. Se nel territorio c'è un buon livello di benessere e un buon reddito, sicuramente c'entra anche la casa di cura che dà lavoro a duecento persone». Un valore sociale, quello della "Santa Maria Maddalena", che è stato al centro della lettura magistrale dell'ex ministro della sanità Maria Pia Garavaglia. «Credo che la gestione e, prima ancora, l'invenzione di questa struttura non abbiano rappresentato una passeggiata per il fondatore Francesco Pellegrini. Francesco aveva deciso nel '48 di dar vita ad una struttura che, nel '51, è andata sommersa eppure ha lavorato lo stesso, dando il meglio possibile come risposta ai bisogni». Una festa che ha riunito una comunità: «Perchè curiamo i malati? - si è chiesto il vescovo di Adria e Rovigo Lucio Soravito de Franceschi - Perché abbiamo il dovere di difendere la dignità di ogni persona. Trovarci in una casa di cura ci invita a mettere al centro la dignità della persona». Il rapporto pubblico-privato è stato invece al centro dell'intervento dell'assessore veneto alla Sanità, Luca Coletto: «La casa di cura svolge un'attività che è a complemento della sanità pubblica sul territorio. Spesso si dice che la sanità sia solo un costo, ma è in realtà un investimento. Il caso di Occhiobello ne è la prova perché qui la sanità ha prodotto un aumento del reddito pro capite e incentivato le attività imprenditoriali. A fianco della sanità, insomma, c'è sviluppo e benessere». «Il valore sociale di questa struttura è articolato - ha detto l'ad della casa di cura Vittorio Morello -. Rappresenta una sicurezza sociale e un un indotto economico, perché abbiamo accompagnato lo sviluppo di una comunità. Siamo un comune come altri, ma che denota una sua stabilità: questo territorio e la casa di cura hanno convissuto aiutandosi reciprocamente».

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