Truffa da 230mila euro all’Inps
Assunzioni e licenziamenti finti per avere i sussidi. Coinvolta una cooperativa con sede a Ferrara
Una truffa all’Inps da 230mila euro è stata scoperta dai carabinieri di Concordia (Modena). Secondo le indagini, la truffa prevedeva assunzioni fittizie seguite da finti licenziamenti, in cambio di sussidi di disoccupazioni da spartire a metà, tra il finto lavoratore e gli organizzatori del raggiro. Il tutto tra Modena, Ferrara e Mantova. proprio a Ferrara ha sede una delle due aziende che provvedevano alle assunzioni fittizie: una cooperatova che si occupa di lavori di muratura e pulizie. La seconda, nel settore delle serre agricole e del montaggio dei prefabbricati, si trova a Mantova,
Le indagini sono partite dai militari della stazione di Concordia, gli stessi che ieri mattina con l’ausilio dei colleghi della Compagnia di Carpi hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari contro le persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla tentata truffa all’Inps per il conseguimento di erogazioni pubbliche. L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Modena, Eleonora De Marco, su richiesta del pubblico ministero Marco Imperato, che ha coordinato le indagini condotte dall’Arma dei Carabinieri. Quattro persone, residenti tra Cavezzo e Poggio Rusco, sono state sottoposte alla misura degli arresti domiciliari, mentre a carico dei titolari delle aziende utilizzate per le finte assunzioni è stata emessa la misura dell’obbligo di dimora. Irreperibile, però il titolare della cooperativa estense, un uomo non originario di Ferrara.
I militari hanno arrestato tre dei primi quattro che ancora era buio, ma quando li hanno condotti in caserma ben presto sono stati riconosciuti dalla gente di passaggio. Il quarto arrestato ha ricevuto la notifica del provvedimento in carcere: si tratta di Renato Corvino, 49 anni, già noto per essersi spacciato come emissario di clan camorristici. Gli altri tre sono volti noti: in molti hanno riconosciuto Danny Corvino, 21 anni, figlio di Renato e soprattutto Cinzia Mascherini di San Possidonio. Il quarto è un 50enne di Poggio Rusco.
In caserma, c’era anche un immigrato storico dal Marocco, un cinquantenne che risiede a Sermide ed è titolare di una delle due cooperative usate dall’organizzazione per le false assunzioni.
Dalle certosine indagini condotte è emerso che i primi quattro - presumibilmente con la regia di Corvino - avevano organizzato una sorta di agenzia di lavoro, rintracciando decine di persone compiacenti, e «approfittando del loro stato di bisogno provocato da contingenti ed attuali difficoltà economiche», spiega una nota dei carabinieri
A questi disoccupati veniva proposto di fornire i documenti personali «per essere assunti fittiziamente da due piccole cooperative senza mai effettivamente prestare lavoro e, dopo un certo periodo di tempo, essere licenziati allo scopo di percepire indebitamente il sussidio di disoccupazione, che sarebbe stato poi equamente spartito per metà al finto lavoratore e l’altra metà agli organizzatori».
Il sussidio percepito indebitamente variava in base ai periodo di assunzione, da un minimo di 400 euro a un massimo di 1.000.
L’organizzazione era riuscita ad accordarsi con almeno cento persone. L’ammontare totale percepito ai danni dell’Inps di Modena, Mantova e Ferrara - dove venivano presentate le domande di sussidio è di 230.000 euro, truffati nell’arco di un anno, da luglio 2013 a luglio 2014. Parliamo quindi di un periodo limitato oggetto di indagine.
«Le posizioni sono state aperte e chiuse in momenti diversi», spiegano hanno spiegato ieri a Modena il comandante provinciale, colonnello Stefano Savo e il comandante della compagnia di Carpi, capitano Vito Grimaldi, anche perchè il sussidio di disoccupazione dura circa 8 mesi.
Quindi non è escluso che fosse previsto il coinvolgimento di altre piccole cooperative compiacenti, oltre a quella di Ferrara che si occupa di lavori in muratura e pulizie, e l’altra di Poggio Rusco che opera sia nel settore delle serre agricole sia nel montaggio di prefabbricati.
Ma la truffa poteva avere ben altre proporzioni: nel periodo oggetto d’indagine ben 74 persone, quasi tutti italiani e residenti nelle Province di Modena e Mantova hanno fornito la propria disponibilità a truffare l’Inps, benché di fatto solo in 28 hanno effettivamente percepito i contribuiti. Le attività investigative dei carabinieri di Concordia hanno permesso ai di segnalare tempestivamente all’Inps le irregolarità e bloccare sul nascere le altre erogazioni, che senza queste segnalazioni dell’arma sarebbero tranquillamente ammontate a qualche milione di euro.
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