Cereali di alta qualità ma quantità e prezzi lasciano a desiderare
Mais, sorgo, soia e riso: produzione e andamento di mercato Massimo Piva (Cia Ferrara) fa il quadro della situazione
Qualità buona, addirittura ottima, ma quantità prodotte mediamente scarse e prezzi di mercato stabili verso il basso che al momento copriranno a fatica i costi di produzione. E' questa la fotografia della campagna cerealicola di sorgo, mais, soia e riso quest'ultima che sta entrando nel vivo proprio in questo periodo. A fare il punto per il territorio di Ferrara nel corso del Gie (Gruppo Interesse Economico) Cereali di Cia Emilia-Romagna è Massimo Piva, risicoltore e vicepresidente provinciale di Cia Ferrara. "Non ci sono buone notizie per la cerealicoltura ferrarese - ha spiegato Piva - e possiamo dire, dati alla mano e con le dovute differenze, per quella di tutta la nostra regione. Partendo dal sorgo possiamo dire che il calo produttivo è stato significativo, da 80-90 q/ha a 65-75 q/ha, circa il 20 -30% in meno rispetto all'anno scorso. Il sorgo ha mostrato, come le altre colture, un andamento vegetativo buono fino a luglio quando ha sofferto delle altissime temperature. Non è andata meglio al mais che ha subito temperature di 38-40° a luglio per oltre quindici giorni, proprio nel momento più delicato, quello della fioritura. Meglio sono andati i precoci che hanno in parte evitato il caldo torrido nel momento vegetativo più importante. Per il mais la forbice produttiva è stata davvero ampia, addirittura dai 40 ai 100 q/ha, con punte di eccellenza dove si è riusciti ad intervenire con l'irrigazione. Anche per la soia si può parlare di buona qualità ma di produzioni più scarse rispetto all'anno scorso con medie di 30-35 q/ha. Un'altra nota dolente, mentre la campagna di raccolta è in corso, è quella del riso che sta producendo mediamente da 10 a 15 q/ha in meno rispetto al 2014, per tutte le varietà. Ed ecco un altro tasto assolutamente delicato e sicuramente preoccupante". "Sappiamo - continua Piva - che le produzioni di mais e sorgo degli anni scorsi a livello internazionale sono state ottime e sono aumentati gli stock, quindi la disponibilità di prodotto sul mercato. Questa "scorta" di prodotto contribuisce a livellare i prezzi verso il basso. Stesso discorso vale per la soia che vede da un lato un aumento della richiesta da parte del mercato cinese, cresciuto in questi anni in maniera esponenziale, dall'altro una soddisfazione della richiesta da parte dei principali paesi produttori come gli Stati Uniti dove è prevista, anche quest'anno, una produzione eccellente. Difficile, dunque, fare previsioni, ma con questi prezzi di mercato - il sorgo a 165€/ton di media, il mais che si attesta sui 170-175€/ton e la soia a 320-330 €/ton - le aziende copriranno a stento i costi di produzione. Questo vale anche per il riso con le prime quotazioni che segnano prezzi bassi per le varietà del gruppo Baldo che si attestano sui 350 €/ton". "Attualmente dunque la situazione è critica perché non c'è purtroppo - conclude Piva - una produzione che consenta alle aziende di fare reddito da cereali, in un anno dove anche barbabietole da zucchero ed erba medica non stanno dando i risultati auspicati".
Andrea Tebaldi
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