Un omaggio a Lidia per non dimenticare le radici della libertà
BONDENO. La comunità non dimentica la sua storia. È quanto ha ribadito, nei giorni scorsi Bondeno per il ritorno in paese di Lidia Bellodi, che ha festeggiato con amici, amministratori e militanti...
BONDENO. La comunità non dimentica la sua storia. È quanto ha ribadito, nei giorni scorsi Bondeno per il ritorno in paese di Lidia Bellodi, che ha festeggiato con amici, amministratori e militanti dell’Anpi. Lidia è l’ultima superstite tra le donne che il 18 febbraio 1945 assaltarono il municipio, distruggendo i registi registri di leva ed evitando così la deportazione di molti concittadini. Ad accoglierla, il sindaco Fabio Bergamini, l'assessore Francesca Poltronieri, i figli di Lidia (Flora e Loris, con la quale, a Molinella, ora vive la partigiana) e Bracciano Lodi. Autore, quest'ultimo, del libro sulle memorie di Lidia Bellodi. Presenti anche gli attori Malaguti e Guandalini. «Tutti noi - ha detto il sindaco Bergamini - portiamo quel giorno (il 18 febbraio; ndr), nel cuore. È il simbolo delle tante donne che combattono silenti le loro battaglie contro le discriminazioni e le ingiustizie. Ci piace pensare che le barbarie siano finite, grazie anche al fatto che Lidia ed altre persone, con la loro azione, dissero no». Il 90° compleanno è stato il 1° ottobre, ma si inserisce tra due celebrazioni importanti: quella dedicata ai nonni e quello del 70°ºdell'Udi, celebrato domenica scorsa in pinacoteca. «Sono orgogliosa di essere qui, per l'esperienza e la saggezza che persone come Lidia portano alla comunità, che rende orgogliose di essere donne di Bondeno». Presente anche la studiosa Anna Quarzi, che ha evidenziato come «le donne che non stettero a guardare e ricordo che Lidia fu protagonista del film: "Quando i tedeschi non sapevano nuotare"».
«Da qualche mese mi sono trasferita a Molinella - ha spiegato la Bellodi - ma ogni qualvolta se ne presenterà l'occasione tornerò volentieri nel mio paese, dove sono nata ed ho trascorso tanti anni della mia vita. Mi resta la tanta voglia di raccontare e l'amicizia e la vicinanza di tutti. Vorrei ricordare qui chi si è sacrificato per il bene di tutti». (mi.pe.)
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