La Nuova Ferrara

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mercoledì l’udienza dal gip

«Verità sulla morte di Gaetano»

La famiglia dell’agente immobiliare si oppone all’archiviazione

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Chiedono giustizia e verità i familiari di Gaetano Lamburghini, 66 anni, l’agente immobiliare, molto conosciuto in città, morto il 21 giugno 2014 dopo essere stato ricoverato nell’ospedale di Cona per un intervento programmato di “prevenzione” all'intestino. «Io e i miei figli, così come Gaetano - scrive la moglie Carla Calastrini - eravamo sereni, trattandosi di una operazione a detta del chirurgo piuttosto comune e di non particolare complessità». «Ma Gaetano - prosegue la moglie - da quell'ospedale non è mai più uscito. Infatti, soltanto tre giorni dopo, e a seguito anche di un seconda operazione (da cui è stato trasferito direttamente in Rianimazione in stato di coma) Gaetano è morto per una gravissima infezione insorta, secondo quando sostengono i nostri consulenti, proprio per le procedure adottate nel corso del primo intervento». Venticinque i sanitari iscritti nel registro degli indagati, ma il 17 giugno scorso la procura ha chiesto l’archiviazione del caso. Mercoledì 14 ottobre il gip Silvia Marini deciderà se accogliere o respingere la richiesta dopo che l’avvocato della famiglia, Dario Bolognesi, ha presentato opposizione. Nei quasi 500 giorni «dalla morte di Gaetano, la nostra fiducia nella giustizia non è mai venuta meno», prosegue la lettera. Fiducia nella verità espressa dalla moglie, dai tre figli (Michele, Francesco e Beatrice) e dalla sorella Giuliana, come da tutti coloro che conoscevano e apprezzavano Lamburghini. «Ci chiediamo perchè prima di una operazione all'intestino non sia stata fatta la pulizia intestinale - conclude la lettera - e perché un uomo forte e buono, pieno di vita, a soli 66 anni sia morto, nel giro di tre giorni dal ricovero, dopo due interventi chirurgici, per shock settico irreversibile da peritonite stercoracea. Non un "ottantenne", come erroneamente indicato dal consulente tecnico medico legale del pm e nella richiesta di archiviazione dello stesso pm».

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