Dario Franceschini e l'accordo sui 13 immobili storici: modello Ferrara da esportare in tutto il Paese
La firma di tre ministri sull'intesa che vuole far ripartire progetti fermi da anni. "Assalto" fallito di Valerio Staffelli (Striscia la notizia) al ministro Stefania Giannini
FERRARA. Un accordo tra Stato ed enti locali che diventerà "un modello da esportare anche in altre città. Sono sicuro che funzionerà". Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha definito il protocollo di valorizzazione sostenibile di 13 aree ed edifici di eccellenza della città, firmato questa mattina, 12 ottobre, in Pinacoteca dallo stesso Franceschini, i suoi colleghi dell'Istruzione e della Difesa, Stefania Giannini e Roberta Pinotti, dal sottosegretario dell'Interno, Giampiero Bocci, dai direttori dell'Agenzia del Demanio e delle Entrate, dal governatore emiliano Stefano Bonaccini e dal sindaco Tiziano Tagliani. L'accordo, ha ribadito Franceschini, non è solo metodologico, anche se la copertura finanziaria di tutti gli interventi non c'è: "Per alcuni progetti i finanziamenti ci sono già, per altri bisognerà trovarli". Il punto di partenza è stato l'inserimento dell'intero centro urbano cittadino tra i siti Unesco, avviato proprio dall'allora assessore alla Cultura, attuale ministro, nel 1994. Il tavolo inter-istituzionale istituito con queste firme si riunirà periodicamente in maniera operativa, tra un anno la prima verifica.
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Il sindaco Tiziano Tagliani, che ha definito l'accordo il passaggio "di pezzi di un puzzle cittadino a disegno organico di recupero e valorizzazione", si era anche augurato per il ministro Giannini "una giornata più serena" in città, dopo la contestazione di un paio di settimane fa alla festa dell'Unità. Ma il ministro ha dovuto fronteggiare, subito dopo la firma, l'assalto di Valerio Staffelli, inviato di Striscia la notizia, che voleva consegnarle un Tapiro d'oro per i pochi fondi a disposizione delle scuole pubbliche. Giannini lo ha però rifiutato, dicendo che lei i fondi alla scuola li aveva raddoppiati. Ha cercato di parlare con gli ospiti anche un imprenditore di Portomaggiore, Ilario Bianchi, che dopo aver ristrutturato la storica Villa Aventi di Portomaggiore, attende dal 2008 il contributo della Soprintendenza e nel frattempo deve rispondere delle richieste dell'Agenzia delle Entrate.
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