Defibrillare significa salvare vite
L’arbitro Rizzoli ne ha sottolineato l’importanza ma le società sportive hanno bisogno di aiuto
CENTO. «Un incontro per informare e promuovere la cultura della defibrillazione nel territorio. Perché defibrillare, nell’arco di pochissimi secondi, significa salvare una vita». Al Convegno 2Gli obblighi delle società sportive in materia di defibrillazione: luci ed ombre sul Decreto Balduzzi”, la testimonianza di Nicola Rizzoli, arbitro internazionale Figc, sull’esperienza vissuta sui campi di calcio di tutto il mondo.
L’incontro di ieri, organizzato dal Servizio sanitario regionale e ospitato dalla Cassa di Risparmio di Cento, apre la settimana centese dedicata alla sensibilizzazione della cittadinanza nei confronti di arresto cardiaco, cultura del soccorso per una rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione tempestiva e precoce, anche nel contesto dell’attività sportiva. Un fenomeno, ha detto Biagio Sassone (direttore Uo Cardiologia-Utic),quello della morte improvvisa per arresto cardiaco, che ha dimensioni impressionanti. In Italia 57mila morti l’anno, in regione un caso ogni 2 ore, specie durate l’attività sportiva. Dal contesto europeo da cui discende la lotta contro la morte improvvisa, quale scommessa da vincere, a cura del direttore generale dell’Azienda Usl di Ferrara, Paola Bardasi, alle responsabilità civile e penale (avvocato) che il Decreto Balduzzi impone dal 5 febbraio alle società sportive dilettantistiche: avere un defibrillatore (e relativi adempimenti) in ogni ambito di attività. In lotta contro il tempo, salvare una vita, ha riferito Cariani (Ps ospedale di Cento) significa mettere tempestivamente in campo la catena della sopravvivenza: massaggio cardiaco e defibrillazione ventricolare.
Sottolineata la consapevolezza di non poter lasciare sole le società sportive di fronte a questo impegno: l'esperienza di Sms (14 dispositivi nel Centese) portata avanti dal Comune di Cento con l’ex vicesindaco Pedaci (associazione Cento% Cuore), fino alla scelta intrapresa dal 2008 dal Comune di San Giovanni (presente il sindaco Mazzuca) di affiancare le società dotando gli impianti sportivi di 40 strumenti salvavita e formando 400 persone. Al termine, l'arbitro Rizzoli ha consegnato un defibrillatore allo Sporting Centese.
Beatrice Barberini
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