Down, l’ira di Masotti «Solo opinioni personali»
Il numero due dell’Ordine del Medici: «Non parlavo in qualità di vicepresidente». Imbarazzo in piazza Sacrati: «In questi casi il silenzio è la risposta migliore»
FERRARA. È furibondo, Massimo Masotti. Contro i giornali che «spiano su Facebook». E soprattutto per quella che, a suo dire, appare come una confusione tra il suo ruolo di vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Ferrara e quello di privato cittadino che esprime in libertà le sue opinioni. In questo caso, di sostenere che «i down vanno bene in cucina, a fare giardinaggio...ma a cambiare i bambini di pochi mesi proprio no: questa è platealità e cialtroneria». Il caso, ormai notissimo, è quello della mamma che ha ritirato dall’asilo la sua bimba di dieci mesi perché contrariata dalla presenza di un’assistente con la sindrome di Down.
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La frase postata da Masotti, in mezzo a tanti altri pareri - con parole spesso forti - pro o contro la scelta della madre, non poteva passare inosservata, perché a scriverla non è stato un cittadino qualsiasi, ma il numero due dell’Ordine dei Medici ferraresi. Non c’è stato nemmeno il tempo, ieri mattina, di contattare Masotti: mentre il suo cellulare risultava spento, lo stesso stava salendo con l’ascensore in redazione per protestare contro quella che ha considerato un’intrusione nella sua privacy e una confusione di ruoli: «Io ho parlato a titolo personale, non in qualità di vicepresidente dell’Ordine dei Medici, chiaro?». Chiarissimo, ricevuto: l’ordine dei Medici non c’entra niente, del resto nessuno lo ha mai detto.
Come è innegabile che Masotti è, indiscutibilmente, il vicepresidente dell’Ordine dei medici, e appare ardua una “scissione atomica” con il resto della sua persona. Così le sue parole, anche quelle scritte su Facebook (ora cancellate, ma rimbalzate in altre pagine, e commentate, nella più vasta delle piazze virtuali) hanno un peso specifico diverso, soprattutto se si parla di sindrome di Down e della valutazione che altri professionisti, colleghi di Masotti, hanno espresso sull’idoneità dell’assistente a svolgere quel ruolo. Da parte dell’Ordine dei Medici un no comment che rivela tutto l’imbarazzo di piazza Sacrati: «Il silenzio è la miglior risposta».(a.m.)
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