Grave scontro all’alba Auto a fuoco nel canale
La conducente salvata dall’intervento di un giovane che ha spento l’incendio. Ora è in prognosi riservata al Sant’Anna: illesa la seconda ragazza coinvolta
POGGIO RENATICO. Una donna ricoverata in rianimazione in prognosi riservata al Sant’Anna di Cona e l’altra se l’è cavata con poco. Questo il bilancio del grave incidente che si è verificato tra due auto, una Clio e una Smart, questa mattina poco prima delle 6 in via Uccellino, la strada che da via Bologna conduce a Poggio Renatico. E se non fosse stato per due giovani ragazzi che hanno spento le fiamme, che si erano formate sotto il cofano della Smart, il bilancio sarebbe stato ancora più grave.
«Erano circa le 5.40 - racconta Andrea Poggioli, operaio di 34 anni, ex ausiliario dei vigili del fuoco - quando io e il mio collega Davide Pavanelli, siamo saliti sul furgone per andare al lavoro. In via Uccellino abbiamo, superati i camion fermi, ci siamo trovati di fronte a una Clio distrutta. Sul veicolo - continua Andrea - c’era una mia amica. Dopo averci rassicurato sulle sue condizioni di salute, ci ha indicato il canale di scolo. L’impatto era stato violento e l’altra macchina coinvolta era finita nel canale mentre la Clio era rimasta in strada e nella direzione di marcia che stava percorrendo».
La ragazza, 39 anni residente a Ferrara ma originaria di Cento, non sembra avesse riportato particolari traumi così Andrea ha dedicato la sua attenzione alla Smart la cui proprietaria, una ragazza di 41 anni anche lei ferrarese, era rimasta incastrata al suo interno. «Quando mi sono sporto verso il canale l’auto stava bruciando - spiega Andrea - anche se un militare aveva provato a spegnere le fiamme. Sono andato nel furgone e ho preso il mio estintore. Poi mi sono gettato nel canale di scolo».
L’auto non si era ribaltata ma poggiava le sue ruote sulla melma entrando per minima parte nei 40 centimetri d’acqua presenti nel canale. «Ho scaricato il mio estintore e abbiamo spento le fiamme. Quindi ci siamo dedicati alla ragazza. Davide, con un palo, ha sfondato il cruscotto perché era tanta la polvere dell’estintore all’interno del piccolo abitacolo della Smart e poteva dar fastidio alla ragazza che era incastrata. Aveva le gambe libere e ancora la cintura ma era accasciata e rispondeva alle domande solo con lamenti. Aveva un grosso taglio in testa. Quando pensavamo di aver spento le fiamme queste hanno ripreso vigore. Erano a pochissima distanza dalla ragazza. Abbiamo cercato un secondo estintore e questa volta da dentro l’auto siamo riusciti a spegnere l’incendio. Poi abbiamo chiamato i soccorsi e, dopo l’intervento dei medici del 118, abbiamo aiutato a trasportare la barella in strada».
Una prontezza di riflessi quella di Andrea e di Davide che ha evitato che le fiamme arrivassero alla donna. Grazie ad Andrea, al secondo intervento in pochi mesi (ha salvato un disabile a Mesola la cui caldaia aveva preso fuoco), la ragazza ora è ricoverata al Sant’Anna anche se la sua prognosi resta riservata per via di un grave trauma cranico. Per la proprietaria della Clio invece solo 15 giorni di prognosi e già nel pomeriggio di ieri è stata dimessa dall’ospedale.
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