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Dalla Cina meno richieste Berco teme contraccolpi

di Marcello Pulidori
Dalla Cina meno richieste Berco teme contraccolpi

Copparo, rallentano gli ordinativi di Pechino alla fabbrica Thyssen Krupp Oggi vertice proprietà-sindacati. Finessi (Ugl): «Nessuno tocchi i posti di lavoro»

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COPPARO. Dalla Cina con furore? Questa volta mica tanto. A confermare il calo degli ordinativi di Pechino nei confronti dei prodotti messi sul mercato dalla Berco (Thyssen KrupP) di Copparo, sono gli stessi sindacati. Il primo a denunciare una situazione che «andrà ben chiarita con la direzione aziendale», è uno dei protagonisti delle storiche e recenti trattative in cui Berco è stata coinvolta: Alberto Finessi, dirigente nazionale del’Ugl. È lo stesso Finessi a fare il punto della situazione: «È proprio di questi giorni la notizia del calo degli ordinativi da parte della Cina e questo rappresenta senza dubbio un punto, un fatto sul quale dovremo riflettere attentamente - sottolinea Finessi - . Proprio per questo abbiamo già chiesto e fissato un incontro con la proprietà». Il summit è fissato per oggi pomeriggio ed è annunciata la presenza dei coordinatori delle sigle sindacali presenti nello stabilimento di Copparo (in cui lavorano ad oggi oltre 1.700 dipendenti), le segreterie di Fiom, Fim, Uilm e Ugl e il vertice del management della Berco. Finessi, tuttavia, nonostante la situazione d’incertezza, non ha grosse paure: «A livello di esuberi - spiega il dirigente Ugl - non dovrebbero esserci problemi, questo almeno ci ha confermato la stessa direzione aziendale poco tempo fa. Certo è che il panorama è piuttosto nebbioso e quindi la riunione di domani (oggi per chi legge, ndr) viene a fagiolo per fare il punto con l’azienda su almeno 3 temi. Quali? Il primo sarà la richiesta di mantenere i livelli occupazionali, in parole più povere nessuno tocchi i posti di lavoro. Il secondo riguarderà la richiesta di ridurre al massimo, se non del tutto, il ricorso a lavori da parte di esterni; infine il terzo ed ultimo punto è la richiesta, che noi avanzeremo, di contiguità negli investimenti. Senza investimenti - conclude -, non ci sarà futuro».

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