Dopo sedici anni di attesa la ferrovia può aprire
A partire da novembre i treni potranno circolare sulla Portomaggiore-Dogato. La Regione dovrà decidere i collegamenti
PORTOMAGGIORE. Era il 6 dicembre del 1999 quando l'assessore regionale ai trasporti, Vittorio Pieri e il presidente della Provincia di Ferrara, Piergiorgio Dall'Acqua, attorniati dai sindaci di Ostellato, Gabriele Melchiorri e di Portomaggiore, Aurelio Pariali, tagliavano il nastro piantando il primo picchetto della ferrovia Portomaggiore-Dogato una tratta lunga 13 km.e 200 metri destinata a congiungersi con la Ferrara-Ravenna, la Ferrara-Codigoro e la Portomaggiore-Bologna. Una ferrovia ad un solo binario, non elettrificata ma diesel con una fermata intermedia prevista alla delizia del Verginese poco distante da Gambulaga (i treni però in questa fase non fermeranno in questa stazione). A distanza di sedici anni sulla tratta deve ancora circolare il primo treno nonostante i lavori siano conclusi da vari anni. Ora finalmente c’è una buona notizia anche se, visto com’è andata finora, occorre andar piano con i facili entusiasmi. I primi treni dovrebbero (condizionale d’obbligo) iniziare a correre entro fine novembre.
«Sono in corso i collaudi tecnici ed amministrativi e li abbiamo quasi completati - afferma Carlo Alberto Lunghi, direttore di esercizio di Fer - potrebbero esserci le condizioni affinchè in novembre si possa iniziare a fare il collegamento ferroviario. Dipende da Fer e dai vari enti. Il programma di esercizio dovrà essere confermato ed avvallato dalla Regione. Ci sono proposte che prevedono diverse condizioni di collegamento. Si tratta di servizi che hanno un certo peso economico e quindi è la Regione che dovrà decidere». L’ipotesi sulla quale la Regione sta lavorando riguarda un collegamento diretto riservato principalmente a studenti e pendolari Codigoro-Bologna via Dogato-Portomaggiore evitando il passaggio a Ferrara ma la Regione sta studiando altre soluzioni. Il progetto risale al 1996 quando la linea venne presentata come corridoio adriatico. La cifra spesa ha superato i quaranta miliardi di vecchie lire. Allora si disse che il Basso Ferrarese avrebbe avuto collegamenti diretti e veloci con i due capoluoghi di regione. Entro il primo semestre del 2009, assicurarono i politici di turno, i treni potranno percorrere la nuova tratta ferroviaria. Promesse ovviamente da marinai. I lavori erano proseguiti regolarmente fino all'entrata nella stazione di Portomaggiore per poi trovare un intoppo in quanto per quest'ultimo tratto era necessario il placet della Rfi. Dopo tante promesse pare che stavolta i treni siano pronti sulla linea di partenza. Ma nella vita mai dire mai.
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