La causa da 100 milioni si gioca in due aule
Tifavano tutti per le compagnie di assicurazione che avevano chiesto un rinvio della partita che vale 100 milioni di euro. Adesso gli ex amministratori, ex dirigenti ed ex sindaci revisori di Carife...
Tifavano tutti per le compagnie di assicurazione che avevano chiesto un rinvio della partita che vale 100 milioni di euro. Adesso gli ex amministratori, ex dirigenti ed ex sindaci revisori di Carife - che i commissari di Bankitalia ritengono responsabili della cattiva gestione della banca sfociata poi nel commissariamento della primavera 2013 - non stanno certo festeggiando, ma la notizia che il Tribunale delle imprese ha accolto la richiesta delle compagni assicurative e spostato la prima udienza dal 15 ottobre al 16 marzo 2016 è stata sicuramente buona per tutti. Le compagnia assicurative sono state “attivate” da alcuni ex sindaci revisori; le compagnie rischiano, se passa la linea colpevolista dei commissari di Bankitalia, di dover pagare i danni imputati ai loro assicurati. Un esborso non da poco, di qui la richiesta di rinvio per poter entrare nel procedimento a tutela dei propri interessi. Ma il rinvio gode di ampi consensi.
Dilatare i tempi non ha a che fare con prescrizioni e cose simili, ma con la speranza e la possibilità che da altrove piovano decisioni e sentenze in grado di neutralizzare o rendere meno salata l’azione di responsabilità civile da 100 milioni. Il processo davanti al Tribunale delle imprese di Bologna si interseca temporalmente con la causa promossa davanti al Tar del Lazio contro le modalità con cui Bankitalia e il ministero delle Finanze disposero il commissariamento di Carife. L’udienza romana del Tar è fissata il 2 dicembre. Se il Tar dovesse accogliere, anche solo in parte, le ragioni dell’ex sindaco revisore Andrea Malfaccini che ha presentato il ricorso, lo scenario potrebbe cambiare fino a subire una metamorfosi e condizionare il processo bolognese davanti al Tribunale delle imprese.
Il punto chiave riguarda la fiscalità differita Per Malfaccini la fiscalità differita poteva e doveva essere contemplata nel bilancio 2012: se così fosse stato il patrimonio di vigilanza anziché precipitare in negativo per 60 milioni sarebbe emerso in positivo per 27 milioni e mezzo. Con questi numeri non sarebbe stato possibile chiedere da parte di Bankitalia il commissariamento di Carife poi accordato dal ministero.
All’assemblea dei soci del 30 luglio scorso Malfaccini ha chiesto ai commissari se nel loro bilancio avevano inserito la fiscalità differita nel bilancio 2013-2014 e Antonio Blandini ha detto di sì. Questa fiscalità che viene e che va potrebbe far ballare la cifra di 100 milioni che il gruppo dirigente di Carife dovrebbe risarcire.(m.p.)
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