Marchio per la pera ferrarese al centro del meeting Rotary
COPPARO. Piccolo è bello, si diceva in passato riferendosi alle piccole imprese italiane. Ma non è più così, occorre crescere, eliminare ritardi e sterile concorrenza interna anche nel settore...
COPPARO. Piccolo è bello, si diceva in passato riferendosi alle piccole imprese italiane. Ma non è più così, occorre crescere, eliminare ritardi e sterile concorrenza interna anche nel settore ortofrutticolo per un prodotto come la pera. L'Italia è tra i primi produttori al mondo e primo in Europa. Nel Ferrarese si coltivano 10mila ettari a pere, con una media di due addetti ad ettaro, che significano 20 mila addetti durante la stagione. Con 750 mila quintali di pere prodotte in regione. Per crescere sul mercato, però, occorre superare vecchie debolezze, cogliere nuove opportunità, più export, aggregare l'offerta, puntare sulla comunicazione per far conoscere il prodotto ai consumatori. È la scommessa del nuovo consorzio sulla Pera Opera, che raggruppa 18 imprese regionali del settore. La nuova realtà è stata presentata tra cifre e analisi alcune sere fa al Rotary Club di Copparo (presidente Luciano Torreggiani) e alla stampa locale da Luca Granata, direttore di Opera. Con migliaia di produttori trentini, ha lanciato con successo il marchio della famosa Mela Melinda. Per cui anche la pera deve avere un nuovo brand, in particolare quella ferrarese, come ha spiegato Granata: «Con nuove sfide. Unire le forze produttive di Opera: 2.700 addetti. Ora siamo piccoli, in apparenza, nel mercato. Ma Ferrara e la regione possono essere (e in parte lo sono già) capitali mondiali della pera».
Granata era stato preceduto da Atos Bortolotto, vicepresidente di Opera e imprenditore di Poggio Renatico.
Franco Corli
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