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Masotti lascia l’Ordine dei Medici

Masotti lascia l’Ordine dei Medici

Si è dimesso da vicepresidente con cancellazione dall’Albo. Di Lascio: «Dimostrazione di dignità e professionalità»

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FERRARA. È totale  la rottura fra Massimo Masotti e l’Ordine dei Medici di Ferrara. Le polemiche seguite ai suoi commenti sulle persone con sindrome di Down, in un botta e risposta su Facebook con l’addetta stampa dell’Ordine, hanno portato non solo alle sue dimissioni da vicepresidente, ma a una radicale e «altrettanto immediata cancellazione dall’Albo».

In una nota, l’Ordine chiarisce che si è trattato di una scelta spontanea di Masotti che «ha deciso autonomamente di lasciare» a causa di quei post - e qui l’Ordine compie un equilibrismo di equidistanza - «da molti ritenuti ingiuriosi». Così come dalle poche parole rilasciate dal presidente Bruno Di Lascio, traspare il rammarico per la piega assunta dalla vicenda e la volontà di non infierire: «Ho accolto le sue richieste. Credo che abbia dimostrato dignità personale e rispetto professionale verso la categoria. Mi aspetto, ovviamente, che la stessa trasparenza e onestà intellettuale chiesta e rivendicata da tanti cittadini, sia all’attenzione, sempre, di tutti e in tutti gli ambienti della società».

Il passo indietro di Masotti, peraltro, anticipa quanto richiesto dal consigliere comunale del Pd Luigi Vitellio, che in una mozione sollevava dubbi sul possesso, da parte del vicepresidente dei medici, dei requisiti etici e morali per ricoprire quella carica. Vitellio in particolare ricordava alcune precedenti esternazioni di Masotti, sempre su Facebook, con «un linguaggio non consono al ruolo ricoperto», come quando aveva attaccato l’allora ministro Cécile Kyenge. Da qui la richiesta a sindaco e Giunta, in ritardo rispetto all’evoluzione dei fatti, di «farsi promotori all’Ordine dei Medici affinché verifichi» la congruità di quelle frasi riferite all’assistente educatrice di un nido («i Down vanno bene in cucina, a fare giardinaggio...ma a cambiare i bambini di pochi mesi proprio no! Questa è platealità e cialtroneria»).

Per Ferrara Concreta non c’è bisogno di alcuna verifica: «Una discriminazione: di questo si tratta, ed è doveroso chiamare le cose con il proprio nome», scrive in un comunicato il direttivo della Civica. Le parole di Masotti, sono «un fatto inaudito, perpetuato da chi probabilmente non ha alcuna sensibilità verso chi ha bisogno di aiuto». Da qui la necessità, da parte di Fc, di ribadire «la posizione della nostra Lista Civica stigmatizzando comportamenti che ledono la dignità dell’essere umano». Il direttivo ricorda il «diritto di ogni persona di avere la dignità di vita e di appartenere a una comunità. Per questo purtroppo c’è ancora moltissimo da fare; Ferrara Concreta sosterrà sempre quelle attività che cercheranno di colmare il gap di inserimento e integrazione che ancora, con dispiacere, esistono nella nostra città».

Alessandra Mura

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