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la lettera

Noi studenti intimiditi dalle forze dell’ordine

Venerdì 9 ottobre, si è svolto un corteo studentesco nella città di Ferrara contro una riforma antidemocratica della scuola pubblica, chiamata con macabro senso dell’umorismo “buona scuola”. Più che...

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Venerdì 9 ottobre, si è svolto un corteo studentesco nella città di Ferrara contro una riforma antidemocratica della scuola pubblica, chiamata con macabro senso dell’umorismo “buona scuola”. Più che celebrare la buona riuscita del corteo, con oltre 150 studenti scesi in piazza e la partecipazioni di importanti soggetti del tessuto socio-politico della nostra provincia, come la FIOM, con questo testo vogliamo denunciare un atteggiamento ormai costante nella gestione dell’ordine pubblico da parte delle forze dell’ordine. Dopo una perquisizione del furgone che apriva il corteo da parte dei funzionari della Digos, gli stessi minacciavano denunce a un nostro compagno perché il corteo si era fermato all’incrocio tra c.so Giovecca e via Palestro, parte del percorso precedentemente pattuita con la questura. Come se non bastasse, ormai prossimi alla conclusione della manifestazione, nei pressi del Castello, sei carabinieri e due funzionari senza divisa hanno identificato due ragazzi, minorenni, che avevano preso parte al corteo, per aver lanciato dei petardini, “pericolosi ordigni” che si possono legalmente acquistare in una comune tabaccheria, senza arrecare nessun tipo di danno o di rischio per le persone.

Nel vedere una simile situazione, altri due manifestanti, avvicinatisi per chiedere chiarimenti, sono stati identificati. Uno dei due, provando ad allontanarsi per non rispondere alle provocazioni del carabiniere che segnava i dati, è stato strattonato dallo stesso per obbligarlo a fermarsi e a farsi identificare. Atteggiamento intimidatorio simile è stato tenuto dal funzionario in borghese, che ha invitato il nostro compagno ad “andare in Questura”. Ora, non ci risulta che sparare due mortaretti, all’interno di un corteo colorato e pacifico, sia un reato. Se mai lo fosse, non vogliamo immaginare quanto saranno occupati gli agenti delle forze dell’ordine la notte di capodanno.

Denunciamo una interferenza sempre più forte da parte delle forze dell’ordine nella normale dialettica politica, quella di un atteggiamento da parte degli stessi sempre più duro con denunce, fermi e identificazioni.

Crediamo che questo atteggiamento risponda a una logica di repressione indiscriminata contro chi protesta. Ancora una volta bisogna ripetere il triste ma terribilmente vero ritornello delle questioni sociali derubricate, da chi non vuole interloquire con la protesta, a meri problemi di ordine pubblico e affidate quindi alla solerte gestione della Polizia e dell’Arma dei Carabinieri.

Se questo è vero in tutta Italia, e in larga parte d’Europa, analogamente a quanto accaduto ieri durante lo sgombero violento, fa ancora più male viverlo a Ferrara, la città dove, da molti anni a questa parte, si sono verificati svariati abusi da parte delle forze dell’ordine. Un esempio molto calzante è stata la repressione dell’occupazione dell’istituto Vergani verificatasi tre anni fa, durante la quale dei ragazzi appartenenti a Unione degli Studenti, sono stati accusati di sequestro di persona, detenzione di oggetti contundenti e interruzione di pubblico servizio, quando non sussisteva nessuno di questi capi d’imputazione, come è stato accertato dalla magistratura. Si sappia che non tolleriamo nuovi abusi. Le minacce e le identificazioni non ci intimoriscono, ma fanno soltanto crescere la rabbia di chi prova a migliorare il mondo in cui vive.

Chiediamo a tutta la Ferrara democratica di esporsi firmando questo documento. Noi eravamo tutti/e lì questa mattina. Tutti/e abbiamo esploso quei petardi, tutti/e abbiamo chiesto le ragioni di un insensato comportamento dei tutori dell’ordine. Allora identificateci, minacciateci e portateci in questura tutti/e!

Unione Studenti di Ferrara

Laboratorio Sancho Panza

Collettivo 34R

Rifondazione Ferrara

Girolamo de Michele

Mauro Presini

Corrado Oddi

Mario Nardini

Comitato acqua pubblica

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