«È un duro colpo allo spaccio sui Baluardi»
Il dirigente della Mobile, Crucianelli: un mercato alimentato da fuori e che andava avanti da tempo
Da anni ormai è terra di spaccio e oggetto di «guerra» tra spacciatori. La zona di via Baluardi da anni è il regno di spacciatori nordafricani, e diversi anni fa fu teatro dell’omicidio di un tunisino, proprio per una guerra dello spaccio.
Oggi sono i tunisini a gestire tutto (tre le sei persone incastrate dalla polizia, ben 5 di loro sono tunisini) mentre i nigeriani gestiscono la droga più pesante (cocaina e anche fumo) in zona Gad. Per questo motivo ieri mattina il dirigente della squadra mobile Andrea Crucianelli, tracciando il bilancio di questi sei mesi di attività non ha avuto dubbi: «Questa operazione antidroga rappresenta un duro e grosso colpo al traffico in zona Baluardi. Abbiamo certezza che questa attività contestata a queste persone andava avanti da tanto tempo ed ora abbiamo avuto gli elementi e riscontri per interromperla». Grazie a indagini a tappeto in tre province, non facili. Perchè come spiegava il dirigente, «i due grossisti si muovevano con cautela e attenzione nelle loro zone». In aperta campagna dove andavano a nascondere le forniture di droga e addirittura, dopo i loro arresti, alcune potrebbero essere ancora nascoste. Del resto, lo ha ricordato ieri mattina Crucianelli, come il grosso colpo del sequestro di 11 chili era nato proprio per un passo falso dei grossisti che sentivano il fiato sul collo della polizia ferrarese e tentarono di cambiare nascondiglio alla droga, rimanendo incastrati.
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