La Nuova Ferrara

Ferrara

Ferrara

Conducente in tribunale per la morte del deejay

Conducente in tribunale per la morte del deejay

La tragedia di Francesco Marzola: sotto processo chi lo tamponò

2 MINUTI DI LETTURA





 

 

FERRARA. A quasi un anno dall’incidente mortale, ieri in tribunale è stata dibattuto il processo per l’omicidio colposo di Francesco Marzola, il deejay morto l’alba del 18 gennaio sulla superstrada Ferrara-mare. Uno schianto si ricorda che fu causato da un altro ragazzo che lo seguiva in auto e che per un colpo di sonno improvviso tamponò l’auto su cui di Marzola, facendola finire fuori strada e nello schianto il giovane che si trovava con la sua ragazza perse la vita. Sia il deejay che l’altro ragazzo tornavano da una serata al Barracuda, dove Marzola lavorava ed era conosciutissimo. Ieri mattina davanti al gip Silvia Marini e alla pm Barbara Cavallo che ha seguito l’indagine, è stato deciso di aggiornare l’udienza al 16 dicembre per dar modo alle assicurazioni di fare le valutazioni e chiudere l’aspetto della rifusione civilistica dei danni. Per poi lasciare spazio all’aspetto penale: come hanno riferito ieri i legali, il difensore del ragazzo imputato, Filippo Merchiori, e quelli di parte civile che rappresentano la famiglia Marzola (i legali Francesco Mantovani e Alessandra Milani), sono in corso le ultime trattative delle assicurazioni.

Poi spiegava l’avvocato Merchiori «valuteremo se patteggiare la pena o chiedere un rito abbreviato». «La nostra preoccupazione - spiegava ieri il difensore del ragazzo imputato, un 25enne bondenese - va agli altri, alla famiglia del ragazzo scomparso. Il mio assistito dal punto di vista psicologico è provatissimo e la sua presenza questa mattina (ieri, ndr) in udienza è la testimonianza che non si vuole sottrarre a ciò che gli viene addebitato in questa tragedia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google