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«Puntiamo a vincere anche a Ferrara»

di Marcello Pradarelli
«Puntiamo a vincere anche a Ferrara»

Intervista ad Alan Fabbri, prossimo segretario della Lega: «Ora concentriamoci sulle comunali del 2016, poi sulla città»

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Domenica la Lega Nord eleggerà il suo decimo segretario provinciale. Sarà Alan Fabbri, 36 anni, laurea in Ingegneria dei materiali, sindaco di Bondeno dal 2009 al 2014, quando è stato eletto consigliere regionale. Il congresso, riservato ai soli delegati, si aprirà alle 9.30 a San Bartolomeo, nella sala della Locanda della Zucca, e si chiuderà nella tarda mattinata.Il mandato di segretario dura tre anni, in questa intervista Fabbri dice su cosa si concentrerà.

Pensa che qualcun altro avrà avuto nottetempo l’ardire di candidarsi? (alle 4 della notte appena trascorsa scadeva il tempo).

Credo che la mia candidatura sia condivisa da tutto il movimento della Lega, e spero che a livello di consiglio direttivo tutti insieme collaboreremo nell’interesse della Lega.

È vero che Catteruzza De Lugan voleva candidarsi ma è stato stoppato ?

Io so soltanto che si è candidato alla segreteria della Lega di Ferrara e che è stato eletto. Sarà fondamentale il suo apporto per la città capoluogo, che vogliamo conquistare.

Lei è presidente del consiglio comunale di Bondeno dopo aver fatto il sindaco, è capogruppo in Regione e fra tre giorni sarà anche segretario provinciale. Non le sembra di esagerare? Si fida solo di se stesso?

Lavorare per il mio Comune mi diverte, è quasi come un hobby. Mi piace dare una mano all’amministrazione comunale di Bondeno. È anche un impegno formativo perché si rimane a contatto con i problemi quotidiani della gente, che poi porto in Regione e che porterò domani alla Lega provinciale, così si riesce a fare politica restando con piedi per terra. Sto a Bondeno anche per continuare a seguire i problemi legati alla ricostruzione post sisma.

A questo punto lei guarda più a Roma, fare il parlamentare alle prossime elezioni, o più a Ferrara candidandosi a sindaco nel 2019?

Per il momento me ne sto a Bondeno, al più posso spingermi verso Comacchio o Lido Estensi. E a Roma ci vado in treno a fare qualche gita. A parte gli scherzi, il 2019 è lontano, c’è un orizzonte temporale di tre anni e in questi tre anni ci saranno molte altre elezioni amministrative su cui concentrare l’attenzione.

A cominciare dal 2016, quando si voterà a Cento, Vigarano, Formignana, Tresigallo, Portomaggiore, Goro e Codigoro. A che tipo di alleanze pensate e come pensate di selezionare i candidati sindaci?

Innanzitutto puntiamo a vincere. Vorrei ricordare che alle regionali di un anno fa, in provincia, la distanza tra centrosinistra e centrodestra era di due punti percentuali. Non vogliamo ripetere gli errori fatti dal centrodestra che spesso si è presentato diviso non capendo che l’obiettivo principale è vincere. Questa volta abbiamo la possibilità di vincere in tanti Comuni come è successo a Bondeno e a Sant’Agostino. Cerchiamo persone normali che si impegnano ad amministrare città e paesi. Non siamo vincolati esclusivamente a candidati iscritti al partito e i nostri interlocutori sono tutte le forze antagoniste del Pd, che ormai regge amministrazioni stantie, che non hanno respiro, Ferrara compresa. Città e provincia hanno bisogno di novità, di investire non solo sul passato, ma sul presente facendo leva sull’imprenditoria.

È preoccupato dello stato del centrodestra? Di fatto solo la Lega gode di buona salute, spesso a scapito soprattutto di Forza Italia. È un problema per voi?

Io vorrei che Fratelli d’Itala e Forza Italia guadagnassero terreno, perché un centrodestra forte significa battere la sinistra. Hanno anche persone capaci, penso a Fornasini e Cimarelli, a Toselli di Sant’Agostino, tanto per citare qualcuno a titolo di esempio. Insieme si può puntare a vincere, senza trascurare il mondo civico. A proposito, ci arrivano segnali importanti da Cento, dove giovani e imprenditori, stanchi dell’attuale amministrazione, guardano sempre più alla Lega come forza che può portare a un cambiamento.

Avete aumentato i voti, ma la base organizzativa resta debole. Quanti sono gli iscritti in provincia? Tra i suoi obiettivi di segretario c’è il rafforzamento strutturale del partito?

La Lega ha uno statuto molto forte e selettivo per chi vuole far politica: si entra come sostenitore, dopo un anno si può chiedere la militanza, se viene accordata si ha successivamente il diritto di votare per eleggere il segretario provinciale, dopo un tot di anni quello regionale...Io non ci tengo a prendere dentro chiunque ma chi ha voglia di fare. Il nostro sistema che affida la selezione a chi ha già esperienza è migliore delle primarie cosiddette democratiche. Al congresso di domenica sono 74 delegati che possono votare, poi abbiamo 70-80 tra simpatizzanti, sostenitori, militanti.

Vi sta stretto il nome Lega Nord? Lei è per cambiarlo?

Il nome Lega Nord ce l’ho nel Dna da 18 anni, lo tengo stretto nel cuore e non lo cambierei mai.

Facciamo un gioco. Per una magia spariscono tutti gli immigrati. Di che parlerebbe la Lega? (Fabbri sbotta in una risata prima di rispondere)

La Lega vuole riformare questo stato e oggi uno dei temi principali è il lavoro, che il governo Renzi è impreparato ad affrontare, ha fatto leva sui contratti mentre bisogna agire sulla fiscalità. Se la Lega va al governo agirà sulla fiscalità, ma toglierà via subito anche la legge Fornero e faremo il vero federalismo. E poi non siamo contro gli immigrati, ma contro i clandestini e chi li protegge facendoli entrare in Italia con la scusa delle guerre, cosa che per moltissimi non vale.

Ha deciso anche il menù del pranzo che sarà servito dopo la sua elezione a segretario?

No, non conosco il menù. So che sarà una bella occasione per festeggiare la nuova ripartenza, dopo che il mio amico Fabio Bergamini ha lasciato la segreteria provinciale per fare il sindaco di Bondeno.

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