Rendine "soccorre" Masotti e provoca la giunta: un Down al posto di un assessore
Ferrara, il consigliere di Gol presenta una mozione in consiglio comunale dopo le dimissioni del vicepresidente dell'Ordine dei medici, suo compagno di partito, a causa dei post contestati su Facebook
FERRARA. Chi ha seguito le elezioni amministrative dell'anno scorso forse ha avuto occasione di vederli insieme sul palco o in piazza. Francesco Rendine e Massimo Masotti, nella primavera del 2014, erano infatti rispettivamente candidati a sindaco e vicesindaco di Ferrara per Giustizia Onore e Libertà (Gol). I voti hanno poi mandato il primo in Consiglio comunale mentre Masotti, già vicepresidente dell'Ordine provinciale dei medici dimessosi nei giorni scorsi sulla scia del "caso Down”, ha continuato a restargli politicamente vicino dopo avergli fatto addirittura da consulente per i “comizi in dialetto".
Ricordare il legame politico che li ha visti collaborare fianco a fianco all'interno di Gol e il gusto di entrambi per la battuta "politicamente scorretta" potrebbe aiutare a capire perché il consigliere Rendine ha deciso di presentare una mozione intitolata "Valorizzazione dei portatori di trisomia del cromosoma 21" che getta altro olio sul fuoco di una vicenda che ha assunto un rilievo nazionale, con risvolti sorprendenti, dopo che una mamma aveva portato via da un asilo nido di Ferrara la bimba di dieci mesi perché non si riteneva tutelata dalla presenza di un’assistente Down.
Rendine si inserisce nella questione a modo suo, intingendo la penna nel sarcasmo che in questo caso non sembra risparmiare le persone con sindrome di Down oltre che i politici, tutti posti sullo stesso palcoscenico per esigenze di “copione”. Copione che prevede un attacco alla giunta e all’assessore dei servizi sociali, assolutamente legittimo da parte un consigliere comunale, soprattutto se di opposizione, prendendo però a pretesto una notizia innescata da dichiarazioni e atteggiamenti totalmente estranei a quel contesto.
Il «maggior coinvolgimento sociale» dei Down, secondo il testo della mozione, potrebbe essere favorito, scrive il consigliere di Giustizia Onore e Libertà, «prevedendo la sostituzione di uno degli attuali assessori con un amministratore Down, preferibilmente ai servizi sociali (l'assessore Chiara Sapigni è da tempo uno dei suoi bersagli preferiti, ndr), giacché potrebbe comprendere i problemi dei disagiati meglio degli altri».
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Al contempo, il capogruppo di Gol non prende chiaramente le distanze dal sodale politico. La mozione inizia con una precisazione che rilancia un argomento usato dallo stesso Masotti per cercare di tenere i post contestati su Facebook fuori dal recinto dell'Ordine dei medici, giustificazione respinta dalla stessa Federazione nazionale Ordini dei Medici che ha presentato formali «scuse a tutti i cittadini, a nome di tutti i medici italiani che non si riconoscono in tali affermazioni».
«Masotti - ribatte Rendine - ha espresso proprie opinioni circa le persone Down in qualità di "nonno privato" e non come vice presidente dell'Ordine dei medici» anche se non dimentica, il consigliere, che «tutta la letteratura scientifica, neanche tanto recente, richiama al dovere e la responsabilità dei professionisti sanitari a contribuire a migliorare l'atteggiamento della società in generale nei confronti delle persone portatrici di sindrome di Down e stimolare un loro maggiore coinvolgimento sociale».
Il Comune di Ferrara, però, «non ha mai cercato di coinvolgere nella gestione della cosa pubblica persone portatrici della sindrome di Down», provoca Rendine, che poi riprende a mescolare politica e sociale osservando che «chi è Down ed intellettualmente onesto crea meno danni di molti politicanti ipocriti da quattro soldi, di destra e di sinistra, che ci hanno governato e continuano a farlo».
Dato per scontato che in genere una mozione viene presentata per essere votata, resta ora da capire chi in Consiglio comunale si associerà alla proposta di Rendine.
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