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Spacciavano la droga con le grandi firme

Spacciavano la droga con le grandi firme

Sull’hashish i marchi falsi Vuitton e Gucci: la polizia incastra sei persone e scopre 16 chili tra Ferrara, Mantova e Modena

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Sei mesi di indagini tra le province di Ferrara, Mantova e Modena, 16 chili di droga sequestrati, 5 arresti in flagranza e tre ordinanze cautelari, emesse in questi giorni (obblighi e divieto di dimora) mentre sono sei le diverse persone - cinque tunisini e un ferrarese - coinvolte e finite nei guai nell’inchiesta antidroga della squadra mobile della Polzia di Stato di Ferrara. Un’inchiesta denominata "Vuitton" dal marchio stampigliato sui pani di hashish sequestrati in questi mesi, oltre ad altri marchi, sempre di firme di moda, «Gucci» o marchi calcistici «Fc Barcellona». Tanta fantasia da parte dei trafficanti, la stessa usata - per mesi e mesi - per evitare controlli e arresti in flagrante, arrivati a carico, soprattutto, dei due capi del gruppo, i grossisti che rifornivano gli spacciatori medi di Ferrara e facevano altrettanto - secondo le ipotesi investigative - anche nelle province di Mantova e Modena.

Le manette erano scattate già a luglio ai polsi di due tunisini che abitano a cavallo delle tre province: Hicam Hamsa, 32 anni, residente a San Martino Spino vicino a Mirandola e Redouane Kabadou, 37 anni, residente a Sermide di Mantova. Non a caso, proprio attorno alle zone dove vivono, sono scattati i sequestri, durante questi mesi: il 9 luglio a San Marino in Spino vennero ritrovati 11 chili di hashish (scattò l’arresto dei due tunisini), mentre pochi giorni prima, il 26 giugno a Medolla, nel Modenese vennero trovati 3 chili di hashish e il giorno dopo a Magnacavallo nel Mantovano solo mezzo chilo. I due rifornivano tutto il mercato dello spaccio cittadino della zona di via Baluardi (si ricorda teatro dell’omcidio di un tunisino per una guerra per il controllo dello spaccio). Lo facevano, attraverso altre 4 persone, quelle arrestate in quetsi mesi e oggi al centro dell’inchiesta: due di loro furono arrestati il febbraio scorso con un chilo e mezzo di droga nascosti nel cofano dell’auto, appena comprati proprio dai fornitori, a Pilastri di Bondeno, al confine con il Mantovano: sono Noureddine Toumi e Aymen Mrabet, 30enni, residenti in città nella zona di via Boccacanale. In mezzo a loro, come mediatore e che metteva in contatto i due grossisti con i piccoli spacciatori, c’erano un altro tunisino B.W., 29 anni, e un copparese di 46 anni, M.P.O. (non sono stati forniti i loro nomi) arrestato il 24 giugno scorso a Bondeno dopo l’acquisto di mezzo chilo di droga. I provvedimenti adottati in questi giorni dai magistrati di Ferrara riguardavano ovviamente i due grossisti: per entrambi è stato deciso, come misura cautelare, l’obbligo di dimora, e non potranno uscire di casa dalle 20 alle 6 del mattino: guarda caso il loro orario di lavoro per smerciare droga. Così anche per il tunisino, B.W. per cui è stato deciso il divieto di dimora nella provincia di Ferrara. Si tratta dicevamo di una operazione antidroga che si è conclusa solo dal punto di vista giudiziario in questi giorni che ha visto gli ispettori della mobile impegnati per oltre sei mesi in controlli, pedinamenti, per seguire i movimenti dei grossisti gli spacciatori a cavallo delle tre province.

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