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Falsi disoccupati, dal giudice il titolare della coop ‘Il Faro’ di Ferrara

L'indagine è stata condotta dai carabinieri
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L'indagine è stata condotta dai carabinieri

Sergio Angioni era irreperibile al momento del blitz, si è presentato dal gip di Modena. Ha l'obbligo di dimora

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FERRARA. Mancava solo lui all’appello, perchè irreperibile al momento del blitz che aveva portato agli arresti nei confronti di diverse coop per falsi disoccupati. E così, ieri agli interrogatori di gruppo, davanti al giudice è comparso anche Sergio Angioni di Finale Emilia, titolare della coop “Il Faro” di Ferrara. I militari di Concordia di Modena lo avevano rintracciato, notificandogli l’obbligo di dimora. Ieri intanto, davanti al gip di Modena, Renato Corvino e suo figlio, il 21enne Danny, non hanno parlato avvalendosi della facoltà di non rispondere. Gli altri quattro arrestati hanno invece cercato di collaborare e tre di loro, tra i quali Cinzia Mascherini di San Possidonio, hanno anche chiesto la liberazione. L’udienza di ieri segue l’operazione condotta dai carabinieri di Concordia sulle truffe all’Inps, che si è parzialmente conclusa con una misura cautelare a carico di sei persone.

Renato Corvino ha ricevuto la misura degli ulteriori arresti domiciliari in carcere, dove si trova per estorsioni che lui stesso voleva attribuire al clan camorristico di Sandokan. È considerato con il figlio e la Mascherini il promotore di un vorticoso giro di assunzioni false presso due cooperative compiacenti di Poggio Rusco e Ferrara città. I “lavoratori” venivano poi licenziati e presentavano una richiesta truffaldina di sussidi di disoccupazione, che si spartivano a metà con gli organizzatori locali del raggiro. Nell’inchiesta sono parallelamente indagate circa 100 persone, falsi occupati-disoccupati residenti per lo più nella Bassa modenese e nel Basso Mantovano. I militari di Concordia hanno impedito una truffa milionaria al fisco e accertato indebiti pagamenti che dovranno essere recuperati per circa 230mila euro.

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