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Ieri il presidio in Prefettura

I sindacati e il nodo pensioni Contestata la legge Fornero

I sindacati e il nodo pensioni Contestata la legge Fornero

Mentre ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi era impegnato ad illustrare la legge di stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri con lo slogan “Italia con segno più”, a Ferrara Cgil, Cisl...

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Mentre ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi era impegnato ad illustrare la legge di stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri con lo slogan “Italia con segno più”, a Ferrara Cgil, Cisl e Uil erano impegnati in un presidio davanti alla Prefettura per chiedere la modifica della Legge Fornero. Secondo i sindacati sarebbero essenzialmente tre i punti cardine di un intervento sul sistema pensionistico: la reintroduzione della flessibilità in uscita, per tutelare i lavoratori precoci e quelli che svolgono lavori usuranti, la salvaguardia per i lavoratori esodati e la proroga della così detta “opzione donna”, ossia la possibilità volontaria di andare in pensione con 35 anni di contributi e 57 di anzianità.

«Bisognerebbe sedersi ad un tavolo ed aprire un confronto con le diverse organizzazioni sindacali e invece il Premier va a fare i proclami ai talk show. - ha detto Massimo Zanirato, della UIL di Ferrara, riferendosi alla sortita di Renzi alla trasmissione di Fabio Fazio qualche sera fa. - Il presidente del Consiglio ha detto in TV che per le pensioni non ci sono certezze e che bisognerà aspettare il 2016 ma saltare il confronto è diventato uno degli sport preferiti di questo Governo: è ora di smetterla di dire che i sindacati non hanno fatto nulla contro la riforma Fornero».

«Non ne è la principale causa ma sicuramente la disoccupazione giovanile ha un legame con la mancata uscita di lavoratori dal sistema. - ha spiegato Paolo Baiamonte, CISL - Inoltre è necessaria una generale revisioni dei tempi del lavoro, non è un caso che in Svezia si stiano valutando le sei ore giornaliere. Poniamo il caso degli operai o delle insegnanti che - per come stanno le cose - al momento dovrebbero restare in servizio fino a 67 o 68 anni, salendo sulle impalcature o correndo dietro a dei bambini: è una pretesa fuori da ogni logica del lavoro».

«Lo scopo dei presidi è rivendicare già nella legge di stabilità dei correttivi urgenti alla legge Fornero - ha spiegato Raffaele Arti, della CGIL - Dopo questi primo pacchetto correttivo si dovrebbe passare ad un confronto serio. Questo sistema pensionistico così non funziona: con un tasso di crescita inferiore al 2% e la discontinuità che caratterizza il mondo del lavoro attuale esso rischia di non garantire la pensione a nessuno».

A sostenere la causa dei sindacati il presidente del Consiglio Comunale Girolamo Calò, che si è fermato al presidio per portare il suo saluto ai lavoratori e ai sindacalisti presenti. Una rappresentanza del presidio è poi stata accolta dal Prefetto Michele Tortora

Ingrid Veneroso

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