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Nasce il centro Giocatori anonimi

Incontri ogni giovedì: «Punto d’ascolto tra pari, senza giudicare»

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La ludopatia sta diventando sempre più un problema sociale perché, paradossalmente, in questo periodo di crisi, le persone che cadono nella rete della dipendenza dal gioco sono in costante aumento. Ecco perché, dal 17 giugno scorso, anche a Ferrara l’associazione dei giocatori anonimi ha aperto una propria sede dove, ogni giovedì, dalle 20.30 alle 22.30, al centro sociale il parco (via della Canapa 4), organizza riunioni per cercare di sconfiggere assieme la dipendenza dal gioco.

«Le nostre riunioni si basano sul metodo dei 12 passi - racconta Massimo, presidente del gruppo del Ferrarese - sono aperte e non ci sono quote di pagamento. Qui i giocatori non sono giudicati e il gioco non è trattato come un vizio ma come una malattia, una dipendenza, perché è questo che diventa quando smette di essere un divertimento. Si trasforma in ossessione. La ludopatia ti fa perdere il controllo sul gioco ed è lui che lo prende su di te».

Anche Massimo è stato un giocatore: «Ho preso coscienza del mio problema dopo aver perso tutto. Non solo i soldi ma anche la mia famiglia. Sono entrato al Sert il 6 novembre del 2007 poi nell’associazione. Io giocavo ai cavalli e a carte anche se il 95% dei ludopatici giocano alle slot. Dopo aver riconosciuto il problema sono riuscito a sconfiggerlo e sono quasi otto anni che non gioco più un centesimo e ho riconquistato anche la mia famiglia». Per questo Massimo lancia un invito a tutti quelli che conoscono qualcuno che ha problemi con il gioco o che si rende conto, in prima persona, di non riuscire più a smettere: «Chiamate il numero 366 768023 che è quello della nostra associazione e venite agli incontri. Ci possiamo aiutare a vicenda».

A Ferrara «nonostante nei vari Sert della città siano una quindicina le persone affette dalla ludopatia - spiega Nicola, presidente nazionale dell’associazione dei giocatori anonimi - io ritengo che il problema sia molto più ampio. In tutto il Ferrarese sono una trentina senza considerare il dato sommerso, cioè tutte quelle persone che, pur dilapidando i propri averi e distruggendo la propria vita, non riescono ancora ad ammettere il proprio problema».

Per Nicola «il giocatore non riesce ad andare al Sert perché questo luogo è collegato alle dipendenze da droghe o alcool e magari lui non è ancora cosciente di essere caduto nella rete della ludopatia. Ecco perché facciamo le riunioni, luoghi in cui nessuno giudica perché tutti sono o sono stati afflitti dallo stesso problema. In Italia abbiamo 100 gruppi con oltre 130 riunioni settimanali e più di 3.000 persone che partecipano ma l’unica regione con cui abbiamo stretto un protocollo d’intesa è l’Emilia Romagna in cui abbiamo dieci centri. Sono attivi anche i numeri regionali (366 9767970) e il centralino nazionale al numero verde (800 921 121) ».

Andrea Perini

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