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«Quegli alberi erano pericolosi»

«Quegli alberi erano pericolosi»

Il vicesindaco Baraldi replica al capogruppo Badolato sugli abeti

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PORTOMAGGIORE. Il taglio dei sei abeti neri in piazza XX Settembre sta continuando a scatenare una serie di polemiche infinite. Nei giorni scorsi, anche il capogruppo Roberto Badolato ha espresso il proprio disappunto sull'operazione. Dopo le parole del consigliere d’opposizione, il vicesindaco Andrea Baraldi ritorna sull'argomento, definendo strumentale e fuori luogo l'intervento del capogruppo.

«Prima di giudicare o ascoltare quanto si sente in piazze e bar, dovrebbe documentarsi. Nel suo ruolo di capogruppo, - spiega Baraldi - può accedere ai documenti dell'ufficio tecnico che testimoniano quanto gli alberi di piazza XX Settembre come quelli in via Sole non garantiscono la necessaria stabilità. Ogni albero comunale ha la propria scheda, aggiornata tutti gli anni sull'effettiva stabilità. Nel 2009, vi fu il primo abbattimento in via Sole. Anche in quel caso salvaguardammo gli alberi con maggiori garanzie. Dopo cinque anni, gli alberi si sono ammalati, producendo della cavità interne. A quel punto, non è più possibile salvarli».

Le problematiche sulla staticità nascono anche dalle radici superficiali: toccate durante i lavori diminuiranno la stabilità già minima. «Gli abbattimenti sono necessari per creare sicurezza in zone sensibili, com'è piazza XX Settembre, soggetta al passaggio di bambini e genitori. Non sono stati abbattuti alberi maestosi, ma abeti neri che col tempo erano stati spogliati della loro parte arborea. Per renderli sicuri avremmo dovuto ridimensionarli completamente, lasciando solo il fusto».

Badolato ricorda un episodio analogo di qualche anno fa in via Roma quando era amministratore, episodio che portò l'intervento del Gabibbo, ma «l'abbattimento di 50 tigli a cui fa riferimento - conclude Baraldi - non è assolutamente simile. La radice del tiglio non danneggia il manto stradale. In più, come opposizione chiedemmo una perizia di stabilità che non fu mai fatta. L'analogia non è calzante».

Enrico Menegatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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