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Vaccinazioni, Zappaterra: giro di vite sugli obiettori a Ferrara e in regione

Vaccinazioni in calo, è allarme
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Vaccinazioni in calo, è allarme

La consigliera regionale: più informazione e azioni decise contro gli inadempienti. Per varie patologie il tasso di copertura già sceso al di sotto della soglia-limite

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FERRARA. Un giro di vite sui vaccini. È quello che la consigliera regionale ferrarese Marcella Zappaterra, con una Risoluzione, chiede alla Regione per incentivare la profilassi, alla luce di «un pericoloso calo della copertura vaccinale» e al diffondersi di ingiustificati timori sugli effetti pericolosi dei vaccini, a cominciare dalla pretesa correlazione con l’insorgenza dell’autismo. Serve, al contrario, «un’adeguata campagna di informazione e comunicazione che, oltre agli operatori sanitari, raggiunga tutti i nuclei familiari».

A questo si devono accompagnare azioni in grado di recuperare la quota sempre più alta di genitori “obiettori” in Emilia Romagna (passata dall’1,5% del 2012 al 3,1% nel 2014), quali «la revisione della Delibera regionale dell’11 novembre 2013 sulla modalità di gestione e intervento sull’inadempienza alle vaccinazioni» e l’ampliamento «dell’offerta vaccinale gratuita del Servizio Sanitario Regionale ad altre patologie ad alta pericolosità, quali il meningococco B».

Nei giorni scorsi il tema è diventato "caldo" per via della raccolta di firme per la vaccinazione obbligatoria ai nidi e la morte della bimba di pertosse al S.Orsola di Bologna. Quest'ultimo episodio, sottolinea Zappaterra, rappresenta la manifestazione più tragica di una tendenza che si sta allargando in modo preoccupante anche nella nostra Regione. Lo dicono i dati: «Tra il 2013 e il 2014 l’antipolio è passata da una copertura del 96,10 al 94,8%, il vaccino contro la difterite dal 96 al 94,72%, contro la pertosse dal 95,78 al 94,44% e contro l’epatite B dal 95,78 al 94,49%». Tutti casi, dunque, in cui la copertura è scesa al di sotto il limite ottimale del 95% indicato dal Ministero della Salute per contrastare la nuova diffusione delle malattie.

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Al contrario, ricorda ancora Zappaterra «negli anni, grazie alle campagne di vaccinazione, nella nostra Regione si è passati da circa 5000 casi di pertosse segnalati nel 1987 a circa 700 durante l’ultima epidemia del 1998 e a soli 35 casi nel 2008», secondo dati del Servizio Sanitario regionale. «L’85% dei bambini vaccinati - conclude Zappaterra - risulta ben protetto dalla malattia, specie nelle sue espressioni più gravi, che per i bambini al di sotto dell’anno comportano l’ospedalizzazione nell’80% dei casi, polmonite batterica in un caso su quattro, risentimento neurologico nel 5% e nell’1% la morte».

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