Finisce con l’auto nel giardino di una casa
Codigoro, un uomo di 58 anni ha perso il controllo del mezzo a “Casa Bruciata” Rimasto incastrato tra le lamiere, è stato aiutato dai residenti. È grave
CODIGORO. Grave incidente stradale poco dopo la mezzanotte di ieri alle porte di Codigoro, lungo la provinciale 68, in località conosciuta come “Casa Bruciata”. Un uomo 58 anni, dipendente di un supermercato codigorese, residente a Codigoro, mentre si trovava, solo, alla guida della propria Opel Astra SW, è uscito di strada, all’altezza di una curva, mentre percorreva la carreggiata in direzione Codigoro-Mezzogoro.La vettura, una volta uscita di strada, ha terminato la propria corsa, in fondo alla scarpata, nel giardino di un’abitazione privata, al civico 37/A, di via Primo Maggio, dopo averne sfondato la recinzione di confine. Ad accorgersi dell’incidente la famiglia Pirani, che ha sentito il botto ed i tre componenti del nucleo familiare sono usciti di casa, sotto una pioggia battente, che potrebbe essere tra le cause della fuoriuscita di strada della vettura condotta dal 58enne codigorese. L’uomo, rimasto gravemente ferito, è stato estratto dalle lamiere della propria auto, dai vigili del fuoco del distaccamento di Codigoro, mentre il personale medico del 118 ha trasportato il 58enne all’ospedale di Cona, dove ora si trova ricoverato, con gravi ferite riportate, ma non è in pericolo di vita e la prognosi che i medici hanno dato per lui è di 40 giorni. Sulle cause della fuoriuscita di strada della vettura stanno conducendo indagini i carabinieri della stazione di Mesola che hanno eseguito i rilievi del caso. «Io e mia figlia eravamo già a letto - ha ricordato Elisa Zanellati, della famiglia Pirani - mentre mio marito era nel suo studio. Abbiamo sentito un grande botto provenire dalla strada. Siamo usciti fuori, nel buio, con le torce, pioveva parecchio ed arrivati sul davanti, verso la strada, abbiamo visto a due metri dalla porta d’ingresso della casa di mio zio, l’auto. Dentro, nell’immediatezza non abbiamo visto nessuno, ma abbiamo sentito dei lamenti. A quel punto guardando meglio, aiutati dalla luce delle pile, chino sui sedili, tutto sporco di sangue, abbiamo visto l’autista. Abbiamo chiamato l’ambulanza e siamo rimasti con lui». «Io non ho sentito nulla, dormivo - ha ricordato Piero Zanellati - ad un certo punto sono uscito di casa e mi sono trovato sulla porta, praticamente in casa, l’ambulanza e nel cortile i vigili del fuoco, i carabinieri, i vicini di casa e parenti, che per primi hanno aiutato l'automobilista. Un paio di metri e mi sarebbe finito in casa». Una curva, quella denominata della Casa Bruciata, che non è nuova a questo tipo di incidenti. Maria Rosa Bellini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
