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la riforma del lavoro

Fiom, ultimatum sul Jobs Act agli Industriali

I metalmeccanici: incontro in tempi brevi per ammorbidire le misure o sarà scontro

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Prove generali di scontro, sul Jobs Act, tra Fiom e Confindustria.

A un’applicazione meno rigida della riforma del lavoro puntava il sindacato dei metalmeccanici che, a livello regionale, aveva invitato gli Industriali di Ferrara, Bologna e Modena a un incontro per ammorbidire, in sede di accordi decentrati, le misure contrattuali e legislative introdotte con la riforma, appellandosi ai margini di trattativa previsti dall’articolo 8 della Finanziaria 2011.

La risposta di Confindustria non deve essere stata quella sperata, se ha spinto il segretario generale Fiom Emilia Romagna, Bruno Papignani, ad affermare che «al netto delle iniziative nazionali, questo potrebbe diventare motivo di conflitto nelle aziende e nei territori della nostra Regione». Prima di arrivare ai ferri corti, avverte di fatto la Fiom Emilia Romagna, sarebbe meglio «fissare un incontro in tempi rapidi, congiuntamente alle strutture e ai segretari territoriali Alberto Monti, Cesare Pizzolla e Samuele Lodi che hanno condiviso questo mio ultimo tentativo.

Lo stesso Lodi, segretario ferrarese della Fiom, rivendica la strategia del sindacato «per contrastare il Jobs Act anche in sede di rinnovo contrattuale ponendolo come tema centrale della piattaforma rivendicativa». Della strategia fanno anche le proposte per «un referendum abrogativo e un nuovo Statuto dei Lavoratori». Secondo la Fiom «aprire un tavolo per la non applicazione (o diversa applicazione) di una legge è possibile in un ambito di confronto con le associazioni datoriali e con le aziende. D’altra parte proprio queste ultime «hanno dato ampio consenso all’art.8 del 2011 che prevede proprio la possibilità, a livello decentrato, di non applicare norme contrattuali e/o legislative». E pur in modo più morbido, anche Lodi fa sapere a Unindustria che la Fiom è sul piede di guerra: «Le associazioni datoriali e le aziende - conclude - devono riflettere su che tipo di relazioni vogliono in prospettiva».

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