Lavori di pubblica utilità Via libera ad Argenta
ARGENTA. Firmata la convenzione tra Comune di Argenta e il Tribunale di Ferrara per i lavori di pubblica utilità. L'atto è stato siglato nelle scorse settimane, presenti il sindaco Antonio Fiorentini...
ARGENTA. Firmata la convenzione tra Comune di Argenta e il Tribunale di Ferrara per i lavori di pubblica utilità.
L'atto è stato siglato nelle scorse settimane, presenti il sindaco Antonio Fiorentini e il presidente del Tribunale di Ferrara Pasquale Maiorano. Un documento che prevede lavori di pubblica utilità nelle strutture amministrative del Comune di Argenta, nell'ambito sociale, della sicurezza, dell’educazione stradale e di tutela ambientale.
«Questa convenzione, che sarà operativa entro la fine dell'anno - si legge in una nota del sindaco Antonio Fiorentini -, è stata sottoscritta a seguito di una proposta che ci è stata presentata nei mesi scorsi dal Tribunale di Ferrara. Abbiamo colto la palla al balzo, in quanto più volte abbiamo ricevuto richieste da parte di cittadini di poter svolgere nei nostri uffici lavori di pubblica utilità a seguito di condanne».
In base a quanto è stabilito dal documento che è stato sottoscritto da municipio e tribunale, l'amministrazione comunale di Argenta «potrà ospitare contemporaneamente fino a due lavoratori. Offriremo - evidenzia il sindaco argentano - la possibilità di svolgere attività non retribuita a favore della comunità nell'ambito del settore cultura, dove siamo in grado di garantire un affiancamento costruttivo e strutturato, la biblioteca e il centro culturale Mercato sono due realtà che necessitano sempre di risorse».
Il lavoro di pubblica utilità non retribuito in genere è applicato come pena alternativa dal giudice di pace o dal giudice monocratico su richiesta dell'imputato, ad esempio in caso di condanna per guida in stato di ebbrezza.
Questo istituto, recita la convenzione «va incentivato e diffuso in quanto, porta un’immediata utilità alla collettività; dimostra come il responsabile del reato non solo venga effettivamente punito, ma in modo utile e vantaggioso per la società; è conveniente per lo stesso condannato che - si sottolinea - a fronte della trasgressione commessa può sviluppare un'attività risocializzante e utile anche sotto il profilo personale, ottenendo un trattamento di particolare favore». (g.c.)
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