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«Un progetto che va oltre l’anno del bicentenario»

«Un progetto che va oltre l’anno del bicentenario»

Il sindaco Chiarioni a Pizzo Calabro per rievocare la campagna di Murat Successo per la proiezione del film del Tpo Come mirano giusto costoro

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«Siamo felici di essere entrati a fare parte della rete di Comuni che, a livello nazionale, celebrano la campagna del re di Napoli Gioacchino Murat». Il sindaco di Occhiobello Daniele Chiarioni ha portato il saluto dell'amministrazione alla rievocazione storica che si è tenuta a Pizzo Calabro. «Intendiamo proseguire - ha detto il primo cittadino - oltre l'anno del bicentenario, nel progetto culturale che ci ha fatto riscoprire un fatto storico avvenuto nella nostra terra». Il contributo da parte di Occhiobello è stato arricchito dalla proiezione del film del Tpo “Come mirano giusto costoro” e dalle testimonianze di studio di Maurizio Romanato, giornalista e storico che ha curato una parte monografica dedicata alla battaglia di Occhiobello combattuta nell'aprile 1815.

“Come mirano giusto costoro” è un film che narra come una famiglia occhiobellese visse il 7 e l'8 aprile 1815, mentre, a poca distanza dalla loro abitazione, l'esercito di Murat tentava di attraversare il Po contrastato dall'esercito austriaco. Il 30 marzo 1815, a Rimini, ci fu il primo programma di rivendicazione dell'indipendenza, dell'unità e libertà nazionale racchiuso nel famoso documento del re-generale Murat noto come il Proclama di Rimini. Sogno infranto proprio a Occhiobello. Il 7 aprile 1815 un ragazzino, Serafino, passeggia sulle rive del Po e la mamma, Carolina, lo avvisa del pericolo, delle acque e di una prossima battaglia che è attesa in giornata proprio su quelle sponde. Tornati a casa, in famiglia, assiste a discussioni su quanto sta accadendo: l'esercito di Murat vuole conquistare il Veneto austriaco. Il popolo non ha un'opinione ben definita, al contrario dei nobili locali che sono filo-napoleonici e attendono l'arrivo del re di Napoli come una nuova alba per un'Italia unita. Il ragazzino ha paura. Anche il giorno seguente è fatto di quotidianità e di echi della battaglia, fino al momento in cui gli austriaci respingono gli assalti di Murat. Cinquantuno anni dopo, Serafino è anziano e passeggia sulle rive del Po. È il giorno in cui è atteso Vittorio Emanuele II in Polesine per l'annessione del Veneto al Regno d'Italia. Il nipotino gli corre incontro con una bandiera tricolore. È a quel punto che l'anziano racconta al ragazzino come andarono realmente i fatti. Malgrado tutto, mezzo secolo prima, fu la prima volta che si parlò di Europa e di Italia unita.

A Pizzo Calabro, erano presenti anche allievi del Tpo che hanno letto brani letterari dell'epoca e hanno partecipato come figuranti alla rappresentazione sul processo e la fucilazione di Gioacchino Murat.

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