A tre anni dal sisma l’ambulatorio Auser torna nella sua sede
Bondeno, inaugurati i locali riammodernati e ampliati I lavori sono terminati grazie all’aiuto della famiglia Borri
BONDENO. A poco più di tre anni dal sisma, l'ambulatorio degli infermieri volontari Auser è tornato al suo posto. Un locale riammodernato e ampliato nei suoi spazi, grazie a un progetto dell'architetto Casari, con lavori resi possibili dalla donazione della famiglia di Donella Borri. Ieri mattina, per la riapertura dell'ambulatorio, c'erano proprio tutti: dal sindaco Fabio Bergamini, con l'assessore Cristina Coletti, al comandante della municipale, Stefano Ansaloni, con l'ex comandante, Edmo Mori; e il capo distaccamento vigili del fuoco volontari, Michele Marchetti, Andrea Ferrarini (Radio Club), Fausto Pirani (Cri), Laura Panzani (Animaliamo), Michele Tartari (Airc), Mario Sforza (Avis), il direttore del distretto sanitario Ovest, Maran, l'ex direttore Asl e presidente del Lions Club Paolo Saltari, monsignor Marcello Vincenzi, il presidente provinciale Auser Moreno Bottoni, Donella Borri e Giovanni Bacilieri; con il quale cominciò l'avventura, con una donazione ne 1987 dell'allora comitato “Toronto per vivere”. Il sindaco Bergamini ha ricordato un percorso intrapreso lo scorso anno dall'assessore Coletti e l'importanza delle associazioni: «Questo - ha spiegato - è un luogo che sarà utile a tutta la comunità e ringraziamo quanti lo hanno reso possibile». L'assessore Coletti ricorda il giorno in cui due persone arrivarono nel suo ufficio, per dirle che la famiglia Borri avrebbe donato 20mila euro: «Donella Borri oggi vive a Roma, ma ha Bondeno nel cuore. Oltre alla ristrutturazione abbiamo stipulato una convenzione con Auser e per dare copertura assicurativa alle volontarie». Alle quali versa periodicamente un contributo anche il Lions Club, col dottor Saltari che ha lavorato per fornire gli arredi e ha garantito che il «service che sostiene il progetto sarà confermato in futuro». «L'assistenza che offriamo - dice Bottoni (Auser) - dimostra che tante persone possono dare tanto, ancora, alla propria comunità». (mi.pe.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
