«Febbre Dengue, la paziente sta bene»
Il professor Libanore del Sant’Anna: la signora potrebbe essere già dimessa durante la settimana
COPPARO. Caso di febbre Dengue a Copparo ma per la paziente si profila un recupero totale tanto che già in questa settimana potrebbe essere dimessa. «Il decorso della malattia è benigno - spiega il direttore del reparto di malattie infettive dell’azienda ospedaliera universitaria di Ferrara, Marco Libanore - quindi possiamo dire che la signora è stata fortunata. Se continuerà a reagire così bene alle cure presto potrebbe essere dimessa. A tutt’oggi infatti non ci sono i presupposti per pensare a un’evoluzione in negativo del quadro clinico».
L’episodio è stato registrato dall’ospedale Sant’Anna di Cona venerdì 9 ottobre quando al reparto malattie infettive si è presentata una signora di 43 anni che presentava picchi di febbre, debolezza e malessere. Era tornata da quattro giorni dalla Mauritania, suo paese di origine, dove lavora per tre associazioni non governative. Ha capito immediatamente di non aver contratto una semplice influenza visto che nei paesi tropicali e subtropicali la Dengue è molto diffusa e ha quindi deciso di rivolgersi agli specialisti del Sant’Anna. Una scelta azzeccata perché dopo il responso del centro di riferimento per le emergenze microbiologiche di Bologna, la signora ha ricevuto immediatamente le cure del caso. «L’infezione che ha contratto - continua il professore - non ha provocato emorragie quindi sembrerebbe una forma di febbre Dengue lieve. Tutto sta procedendo per il meglio. La terapia a cui viene sottoposta è definibile come sintomatica. In pratica vengono tenuti sotto controllo i sintomi che la malattia provoca e uno a uno vengono curati. Se si presenta nausea vengono somministrati antiemetici, se si ha mal di testa antidolorifici e così via».
Non è la prima volta che si verifica un caso di Dengue nel Ferrarese: «In passato abbiamo avuto anche altri casi ma quest’anno è il primo che si è verificato. Tenendo conto dei continui interscambi che ormai ci sono nel mondo, molte infezioni che consideravamo di esclusiva pertinenza tropicale sono diventate abituali anche per le nostre latitudini. Questo è dovuto soprattutto alla facilità con cui in poche ore, prendendo un aereo, si può essere da una parte all’altra del mondo. Dobbiamo quindi attrezzarci anche per fronteggiare questo tipo di patologie».
Per quanto riguarda il possibile rischio di contagio Libanore rassicura: «L’ipotesi che si crei un focolaio in questo territorio è remota. Considerando anche il nostro clima, che in queste settimane è diventato più rigido, una diffusione nel nostro territorio è impossibile». Area, incaricata dal Comune, ha comunque effettuato varie opere di disinfestazione di zanzare per scongiurare ogni possibile rischio.
Andrea Perini
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