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lo sfogo di flavia fortini pronta a lanciare una petizione

«Non ci sono cestini per le feci dei cani»

CENTO. «Non avere a disposizione cestini o punti specifici dove gettare le feci dei cani, non solo significa disincentivare la raccolta e fare un passo indietro in termini di senso civico, ma...

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CENTO. «Non avere a disposizione cestini o punti specifici dove gettare le feci dei cani, non solo significa disincentivare la raccolta e fare un passo indietro in termini di senso civico, ma rappresenta anche un grande pericolo per la trasmissione di malattie tra animali e alle persone, soprattutto i bambini». Amareggiata dalle risposte ottenute dopo essere andata a porre il problema alla Cmv Servizi, la centese Flavia Fortini è pronta a lanciare una petizione tra chi possiede un cane, per far si che il Comune affronti e risolva la questione.

«Un problema – tiene ad evidenziare Fortini – che non è solo di pulizia ambientale ma anche di igiene e sanità pubblica». Poi racconta: «Venerdì mattina, stavo portando a spasso un cagnolino, con cui sto facendo da tre anni riabilitazione e come al solito raccolgo con guanti e sacchetto gli escrementi del cane. Ma tutt’attorno, nessun cestino o bidone dove buttarli».

Con l'introduzione, del porta a porta anche per l'indifferenziato infatti, Cmv ha tolto tutti i bidoni. «Così – riferisce la Fortini – sono andata subito a chiedere spiegazioni. La risposta? “Signora noi di Cmv non c'entriamo. Eseguiamo gli ordini del Comune. E il Comune ha deciso che, siccome i cani non pagano, sono un lusso a carico dei loro padroni. Gli unici per cui sono stati predisposti servizi specifici, sono i bambini e gli anziani, con la raccolta speciale di pannolini e pannoloni. Ma sa, loro pagano”». Una risposta che non ha fatto altro che aumentare la rabbia: «I padroni invece già pagano per i cani una tassa comunale, quella per il microchip. Poi c'è un regolamento comunale sulla tutela degli animali, approvato il 25 novembre 2007, che all'articolo 18, impone al padrone dei cani l'obbligo di raccolta delle deiezioni solide. Con sanzioni dai 50 ai 500 euro. Quindi, se i centesi devono rispettare il regolamento, occorre che il Comune metta a disposizione dei padroni dei cani, punti per lo smaltimento delle feci». La Fortini solleva poi una questione di carattere igienico: «A oggi non è obbligatorio vaccinare i cani. Quindi, lasciare in giro le feci di cani che potrebbero essere ammalati o portatori di malattie, rappresenta un rischio per le persone, prima di tutto per i bambini, e per gli altri animali». Pronta a lanciare una petizione per chiedere al Comune di prendere provvedimenti. (b.b.)

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