Emilia o Romagna? Comacchio resta divisa
Tomasi (Lega): dobbiamo guardare verso Modena, la ricchezza è al Nord. Michetti (Onda): pronto al dialogo. Mentre Di Munno (Pdl) vede solo Ravenna
COMACCHIO. Entro il 2017 le Province dell’Emilia Romagna saranno abolite. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini vuole così anticipare quanto succederà in tutta Italia, ed ha pensato a quattro Aree Vaste. Ferrara dovrà quindi decidere se guardare all’Emilia o alla Romagna e con lei anche Comacchio. Il sindaco della cittadina lagunare Marco Fabbri sembra non avere dubbi: «Se i confini saranno rigidi andremo con Ravenna, con la speranza che lo faccia anche Ferrara. In caso contrario, abbiamo le carte vincenti per poter giocare su più fronti». E dalla minoranza cosa dicono? Anche qui le idee sono molto chiare, anche se diametralmente opposte. O quasi. «La posizione di Fabbri e finalmente condivisibile - dice Davide Michetti dell’Onda - Una bella mossa politica, peccato che in passato fosse troppo impegnato a fare propaganda e si è quindi tirato la zappa sui piedi, per ben due volte». E spiega, «ha chiesto ai comacchiesi cosa vogliono fare e loro hanno risposto Ravenna. Non contento ha portato la questione anche in consiglio comunale per la presa d’atto. E adesso? Mica può dire che l’esito del referendum non conta...Io penso che un confronto con Ferrara sia fondamentale, così da capire cosa “conviene” di più. Comacchio è importante per tutti». Fermo nella sua posizione, Antonio Di Munno (Pdl/Il Faro): «Per noi la discussione è già chiusa. Comacchio deve andare con Ravenna perché i cittadini hanno così deciso. Sono stati loro a chiedere, adesso perché sollevare dubbi? La voce del popolo non è forse importante? Sono i loro elettori, non va dimenticato. Ecco perché dico no alla fusione Cmv-Area, è il primo passo verso altri luoghi. I sindaco, a questo punto, spieghi apertamente il senso del Referendum». Opposta la posizione del segretario della Lega Nord Maura Tomasi: «Non c’è nemmeno da chiederselo, Comacchio deve stare con Ferrara e possibilmente con l’Emilia. La ricchezza, la possibilità d’investimento è tutta in quell’area. In Romagna saremmo uno dei tanti comuni costieri, in Emilia saremmo “il” comune costiero, e non è poco. Così sì che possiamo fare la differenza». E affonda, «Se poi Fabbri deve accontentare gli imprenditori ed ha messo in scena un Referendum dal risultato scontato per come è stato posto (i cittadini, con tutto il rispetto che ho per loro, non hanno ben capito cosa hanno votato), allora è un altro discorso. Io faccio politica, i giochini li lascio a qualcun altro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
