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«L’Alto Ferrarese alle prove decisive»

«L’Alto Ferrarese alle prove decisive»

Il sindaco Poltronieri richiama i Comuni, mentre va avanti la fusione a due Mirabello-Sant’Agostino

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MIRABELLO. «Il percorso di riordino territoriale dell'Alto Ferrarese è già avviato. Partiti dalle funzioni associate, si prosegue con la fusione dei Comuni di Mirabello e Sant'Agostino, poi la fusione con Area delle società scisse da Cmv, fino al rapporto con la Provincia, oggi in cerca di altra definizione».

Mentre in consiglio comunale a Mirabello approda mercoledì sera la revoca dello studio di fattibilità per la fusione “a tre” (Vigarano, Mirabello e Sant'Agostino) «un atto a oggi inutile, visto che il percorso di fusione prosegue a due, senza Vigarano», Angela Poltronieri, attuale presidente dell'Unione Alto Ferrarese e sindaco di Mirabello, sede legale e Comune capofila per la fusione, interviene per evidenziare motivazione e opportunità relative al percorso di unione e fusione che sta coinvolgendo l'Alto Ferrarese.

«La Regione - spiega - sta andando con passo deciso nella direzione del rafforzamento, mettendo a disposizione contributi e incentivi, in modo che le proposte e le indicazioni si traducano in politiche territoriali». Alla base, un ragionamento politico più ampio: «Per disposizioni normative, i processi di riordino/fusione, possono essere attivati solo se accompagnati da un dibattito a livello territoriale. Temi importanti, come sanità, scuola e servizi sociali, tornaranno così sui tavoli locali di discussione».

L'Unione poi, precisa Poltronieri, offre la possibilità di svolgere una progettazione che vada oltre al singolo mandato: «Le politiche individuate dovranno avere un respiro più ampio sia in termini di tempo sia nell'ambito dei rapporti territoriali. Per questo, l'Unione deve essere vista come una preziosa occasione di riordino. Ma anche un’occasione di superamento dei confini concettuali e di valutazione delle opportunità, in un percorso che deve tener conto delle problematiche e delle potenzialità insite nei territori».

Da qui, l'invito ai Comuni dell'Alto Ferrarese ad una riflessione: «Occorre decide l'assetto da darsi. Come farlo? Dipende da noi. Intanto si stanno consolidando le politiche dell'Unione, con la consapevolezza, emersa fin dal primo dopo sisma, che le istanze di una realtà con 85mila residenti, avranno un peso diverso rispetto a quelle dei singoli Comuni».

Con l'Unione poi, anche valutazioni su grandi temi, come sanità, infrastrutture e attività produttive, cambiano prospettiva: «Nel perimetro più ampio, le progettazioni si svincolano dei confini dei singoli Comuni, e diventano frutto dell'interazione dei territori. E questo, presuppone una collaborazione per la progettazione ad ampio raggio anche delle politiche di supporto (informatizzazione, abbattimento del digital divide, ecc), politiche ambientali ed infrastrutturali».

Come per le Prefetture, le Camere di Commercio, le associazioni e i sindacati, anche nei Comuni dell'Alto Ferrarese, lavori in corso per rendere effettiva l'Unione e la fusione tra Mirabello e Sant'Agostino: «Tante le idee, per un percorso - ribadisce la presidente Poltronieri - di riordino che rappresenta per tutti i Comuni una importante opportunità per fare, in questo momento in cui c'è discreta discrezionalità, scelte precise, significative e di campo». (b.b.)

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