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ieri messa di commiato per don giuseppe e per don stefano

Portomaggiore saluta i “suoi” sacerdoti

Portomaggiore saluta i “suoi” sacerdoti

L’abbraccio della comunità: grande partecipazione e momenti di commozione

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PORTOMAGGIORE. «Un saluto al futuro della comunità, un saluto nel nome del Signore per dare continuità qui o altrove alla speranza dello Spirito Santo di aprire la mente nella vita personale e della comunità». Don Giuseppe Negretto ha aperto con queste parole la messa di saluto a Portomaggiore. L'ultima messa dell'arciprete e di don Stefano dopo 15 anni dedicati alla parrocchia di Santa Maria Assunta e in vista del nuovo incarico a Bando. Nella Chiesa Collegiata, davanti a una folla di fedeli, il sacerdote ha ricevuto l'abbraccio di tutti coloro hanno operato con lui e insieme a lui in questi anni dal suo arrivo il 2 dicembre 2000. In prima fila, vi erano da un lato le autorità civili dell'amministrazione comunale col sindaco Minarelli, gli assessori Panzani, Tavassi, Baraldi e Chiarion, il maresciallo Persia e Ruiba presidente di Avis. Dall'altra il coro di Portomaggiore che ha accompagnato tante funzioni con le voci di ragazzi, ragazze, adulti, chitarre e organo. «L'elenco dei ringraziamenti sarebbe lungo - ha spiegato don Giuseppe durante l'omelia - per questo non farò nessun nome. Perché sia coloro mi sono stati vicini, sia chi poteva avere un parere o un'opinione diversa mi hanno insegnato tante cose. Dal buio può arrivare la luce per toccare la maturazione della comunità. Vi sono stati momenti difficili, dove la luce è uscita fuori, poiché non ci siamo fermati al giudizio superficiale o alla condanna. Ringrazio tutte queste persone: mi hanno fatto vivere. E nel percorso ho capito quanto sia difficoltoso amministrare un territorio, come governare una parrocchia. Mi auguro che la comunità possa scoprire cose nuove attraverso chi giungerà qui a breve. Le novità delle persone vanno colte con grande partecipazione». Oltre ai doni ricevuti all’offertorio, ai due parroci è stato mostrato un gigantesco “grazie” portato dai bambini. «È un momento di grandi cambiamenti - ha detto il sindaco Minarelli all'assemblea - vissuto da questa comunità con palpabile malinconia. Il lavoro di don Stefano è stato visibile sui giovani: nessuno è mai riuscito a radunarne così tanti, creando un gruppo autonomo che riuscirà a proseguire anche dopo la sua partenza. Don Giuseppe è stato una guida dal compito complesso, arduo sotto tutti i punti di vista. L'ha svolto con fermezza e apertura».

Enrico Menegatti

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