«Un assessore down? Altri i modi d’aiutare davvero i disabili»
Franca Chiodi (Anffas) interviene su inserimenti lavorativi e provocazioni: «Questa sindrome ha tante forme e le capacità delle persone vanno valutate»
FERRARA. «A prescindere dal fatto che non ho proprio nulla in contrario alla possibilità per un Down di poter diventare un assessore del Comune, è comunque necessario fare una precisazione». Franca Chiodi presidente dell'Anffas (Associazione azionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) commenta a distanza di qualche giorno la mozione presentata da Francesco Rendine, consigliere comunale di Gol, con cui chiede in modo irridente di sostituire “uno degli attuali assessori con un amministratore Down”.
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«Prima di precludere a un Down un certo incarico - dice Franca Chiodi - bisogna verificare se ha le capacità per svolgere quel determinato compito. Verificare le capacità è importante, perché la sindrome di Down, forse la più diffusa fra le disabilità, non si presente sempre nello stesso modo. La ragazza che sta lavorando al Nido dove quella mamma ha ritirato la propria bambina compiendo - secondo la presidente Anffas - un atto increscioso, era stata opportunamente preparata per quel tipo di lavoro e da quando è stata assunta non ha mai presentato alcun problema proprio perché aveva le capacità per questo incarico ed è stata opportunamente formata».
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«La formazione e la preparazione ad una professione sono necessarie per chiunque, disabile oppure no. Anch'io - afferma Franca Chiodi - se volessi fare l'assessore non sarei in grado di svolgere un compito così impegnativo senza un corso, uno studio insomma qualcosa che mi desse le basi necessarie per svolgere un ruolo amministrativo. Abbiamo avuto un ministro disabile, noi potremmo avere ad esempio un consigliere comunale Down, ma al di là di queste proposte, se proprio si vuole portare l'attenzione sul tema della disabilità, non c'è bisogno di pensare a ruoli istituzionali perchè ci sono moltissimi altri modi per farlo».
Franca Chiodi che la questione la conosce molto bene come presidente di un'associazione di disabili, ricorda che le iniziative, le manifestazioni, le tavole rotonde e le conferenze dedicate alla disabilità sono tantissime e basterebbe partecipare per conoscere questa realtà che purtroppo coinvolge molte famiglie che se non fossero sostenute da associazioni come la sua, si troverebbero sole ad affrontare disagi che ti cambiano radicalmente la vita.
Margherita Goberti
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