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Araba e israeliana le due ragazze che sognano la pace

Araba e israeliana le due ragazze che sognano la pace

"La forza è nella testa e nel cuore" questa è la frase chiave ricorrente all'incontro che si è tenuto nell'auditorium del liceo Carducci, dove si sono accesi i riflettori sul conflitto arabo-israelian...

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"La forza è nella testa e nel cuore" questa è la frase chiave ricorrente all'incontro che si è tenuto nell'auditorium del liceo Carducci, dove si sono accesi i riflettori sul conflitto arabo-israeliano raccontato da due ragazze convinte promotrici della pace tra i loro popoli. Taya Govreen Segal, israeliana, famiglia di militari, ha parlato di quando a 12 anni ha iniziato ad aprire gli occhi sul conflitto e sulla violazione dei diritti umani nei confronti dei palestinesi. A 16 anni ha deciso di entrare nel gruppo di attivisti che chiedono al governo israeliano meno controlli sul popolo palestinese e meno aggressività. Ricevuta la chiamata al servizio militare obbligatorio per donne e uomini, ha deciso di non presentarsi dichiarandosi pacifista. Per questo non ha dovuto scontare la pena di sei mesi di carcere prevista per gli obiettori di coscienza.

Jasmine Al Najar , palestinese, ha raccontato la vita nel suo villaggio, sottoposta a frequenti attacchi da parte dei militari israeliani che non si fanno scrupoli a distruggere tutto ciò che trovano. Rimasta invalida a una gamba a 3 anni,viene spinta dalla famiglia e dagli amici a ricorrere alle cure mediche per godere di una vita normale. Gli unici ospedali disponibili si trovano nella zona di Gerusalemme, per raggiungere la quale è necessaria un' autorizzazione da parte degli israeliani, i quali lo negano , in quanto pensano che una bambina palestinese sia pericolosa. Ma lei non si è persa d'animo e anzi ha realizzato il sogno di scalare la vetta più alta d'Africa. La sua impresa ha l'obiettivo di incoraggiare tutti a perseverare nel conseguimento dei propri sogni perché niente è impossibile. Anche la pace tra i due popoli. L'incontro si è concluso con una serie di domande e la battuta finale di non rinunciare mai ai propri sogni.

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