Calò pronto a stoppare la mozione di Rendine
Per il presidente del consiglio comunale il documento è inammissibile Ieri ha informato l’esponente di Gol. Che non fa retromarcia sull’assessore Down
Calerà il silenzio, che farà comunque un certo rumore, sulla mozione di Francesco Rendine (Gol), che per difendere l’amico e sodale Massimo Masotti e attaccare l’assessore Chiara Sapigni ha tirato in ballo le persone affette da sindrome di Down.
La possibilità che la mozione non arrivi mai in consiglio comunale è altissima. In queste ore il documento è sub judice nell’ufficio del presidente del consiglio comunale Girolamo Calò, che sta passando in rassegna i motivi per i quali la mozione è inammissibile o irricevibile in base alle norme che regolano il funzionamento del consiglio comunale e i comportamenti dei consiglieri. Forse già in giornata la mozione verrà rispedita al mittente.
Calò prima ha esperito le vie diplomatiche. Ieri ha telefonato a Rendine per chiedergli se era davvero intenzionato ad andare avanti o se conveniva che era preferibile fare un passo indietro. Rendine ha confermato quanto aveva già dichiarato alla Nuova Ferrara tre giorni fa, vale a dire che non ci pensa proprio a ritirare la mozione che ha già protocollato, fatto che comunque non implica possibili ripensamenti.
A quel punto il presidente Calò ha informato Rendine che vi sarebbero i presupposti per dichiarare inammissibile la mozione; gli ha anche anticipato che quanto prima gli comunicherà ufficialmente i motivi per i quali la mozione riceverà lo stop.
La materia è oggettivamente delicata e politicamente sensibile. La mozione di Rendine, per il modo come è stata imbastita, ha provocato solo sentimenti di rigetto - senza distinzioni di area politica - a cominciare dal sindaco Tiziano Tagliani, secondo cui la mozione «nel rispetto dei veri problemi della nostra città» non dovrebbe «ricevere ulteriori attenzioni».
Ma decidere l’inammissibilità potrebbe innescare reazioni più o meno vittimistiche contro quella che Rendine (o altri) potrebbe considerare una censura e una violazione dei suoi diritti di consigliere comunale. Il terreno è minato e Calò non vuole saltare in aria per una questione che è al tempo stesso importante e ridicola. Può darsi anche che la dichiarazione di inammissibilità venga accolta con sollievo dal presentatore della mozione, ma se l’obiettivo è quello di farsi pubblicità la bocciatura da parte di Calò si potrebbe prestare a un facile contrattacco. Rendine è giocoliere politico imprevedibile. Qualche anno fa (23 maggio 2005) quando era consigliere indipendente del gruppo An, si esibì in canottiera all’inizio di una seduta del consiglio comunale. Un anno e mezzo dopo (dicembre 2006) presentò un ordine del giorno per imporre giacca e cravatta ai colleghi maschi, gonna sotto al ginocchio per le colleghe femmine e un mix delle due “mise” per i transessuali.
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