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Calò pronto a stoppare la mozione di Rendine

di Marcello Pradarelli
Calò pronto a stoppare la mozione di Rendine

Per il presidente del consiglio comunale il documento è inammissibile Ieri ha informato l’esponente di Gol. Che non fa retromarcia sull’assessore Down

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Calerà il silenzio, che farà comunque un certo rumore, sulla mozione di Francesco Rendine (Gol), che per difendere l’amico e sodale Massimo Masotti e attaccare l’assessore Chiara Sapigni ha tirato in ballo le persone affette da sindrome di Down.

La possibilità che la mozione non arrivi mai in consiglio comunale è altissima. In queste ore il documento è sub judice nell’ufficio del presidente del consiglio comunale Girolamo Calò, che sta passando in rassegna i motivi per i quali la mozione è inammissibile o irricevibile in base alle norme che regolano il funzionamento del consiglio comunale e i comportamenti dei consiglieri. Forse già in giornata la mozione verrà rispedita al mittente.

Calò prima ha esperito le vie diplomatiche. Ieri ha telefonato a Rendine per chiedergli se era davvero intenzionato ad andare avanti o se conveniva che era preferibile fare un passo indietro. Rendine ha confermato quanto aveva già dichiarato alla Nuova Ferrara tre giorni fa, vale a dire che non ci pensa proprio a ritirare la mozione che ha già protocollato, fatto che comunque non implica possibili ripensamenti.

A quel punto il presidente Calò ha informato Rendine che vi sarebbero i presupposti per dichiarare inammissibile la mozione; gli ha anche anticipato che quanto prima gli comunicherà ufficialmente i motivi per i quali la mozione riceverà lo stop.

La materia è oggettivamente delicata e politicamente sensibile. La mozione di Rendine, per il modo come è stata imbastita, ha provocato solo sentimenti di rigetto - senza distinzioni di area politica - a cominciare dal sindaco Tiziano Tagliani, secondo cui la mozione «nel rispetto dei veri problemi della nostra città» non dovrebbe «ricevere ulteriori attenzioni».

Ma decidere l’inammissibilità potrebbe innescare reazioni più o meno vittimistiche contro quella che Rendine (o altri) potrebbe considerare una censura e una violazione dei suoi diritti di consigliere comunale. Il terreno è minato e Calò non vuole saltare in aria per una questione che è al tempo stesso importante e ridicola. Può darsi anche che la dichiarazione di inammissibilità venga accolta con sollievo dal presentatore della mozione, ma se l’obiettivo è quello di farsi pubblicità la bocciatura da parte di Calò si potrebbe prestare a un facile contrattacco. Rendine è giocoliere politico imprevedibile. Qualche anno fa (23 maggio 2005) quando era consigliere indipendente del gruppo An, si esibì in canottiera all’inizio di una seduta del consiglio comunale. Un anno e mezzo dopo (dicembre 2006) presentò un ordine del giorno per imporre giacca e cravatta ai colleghi maschi, gonna sotto al ginocchio per le colleghe femmine e un mix delle due “mise” per i transessuali.

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