Il centro sociale rischia la chiusura
Ro, da inizio estate la struttura non ha più riaperto A breve un’assemblea dei soci per decidere il futuro
RO. Il centro sociale “Il Mulino” attraversa una fase delicatissima. Dall’estate la struttura è chiusa per carenza di personale volontario e, continuando di questo passo, appare assai problematica una sua riapertura. Il centro sociale ha festeggiato poco più di un anno fa i suoi primi 25 anni. I soci sono in calo (attualmente se ne contano circa 180) ma soprattutto mancano i volontari e la presidente Fiorella Dall’Olio, in carica dal 28 febbraio 2013, ha presentato per ben tre volte le sue dimissioni. Dopo l’infruttuosa riunione che aveva avuto luogo un anno fa alla quale avevano partecipato il sindaco roese Antonio Giannini, il presidente provinciale Ancescao, Gianni Artini e la stessa presidente del centro che si trova presso le ex scuole elementari è concesso in gestione in comodato d'uso da parte dell'amministrazione comunale non si è registrata un’evoluzione positiva. «Appena possibile verrà indetta un’assemblea - spiega la stessa presidente Fiorella Dall’Olio - alla quale saranno invitati tutti i soci. Il fatto è che alcuni dei volontari storici sono scomparsi ed altri portano inevitabilmente i segni dell’età ed il loro apporto è venuto meno o si è rarefatto. A tutto questo si deve aggiungere l’elevato osto delle utenze, l’energia elettrica su tutte con bollette energetiche particolarmente pesanti e le entrate sono ridotte. Il solo bar e le quote sociali (6 euro l’anno di cui oltre 4 vanno all’Ancescao nazionale ndr.) non possono far fronte alle spese». Nel entro si praticavano il gioco della tombola e delle carte e talvolta pranzi o cene sociali. Ci sarebbe bisogno di forze fresche che però latitano. Il centro sociale rappresenta un pezzo importante della comunità e l’amministrazione comunale sta cercando di coinvolgere altre forze ma il compito appare arduo. Una delle ultime iniziative che si sono svolte ha riguardato la manifestazione per un pilota americano caduto nei cieli di Guarda Ferrarese il 24 aprile del 1944 con una mostra con i reperti raccolti tra effetti personali e il motore del caccia, arricchita da fotografie d'epoca, anche aree, per poi dare una rapida ma efficace infarinatura tecnica sull'aereo caduto, un Thunderbolt P47 D.
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